In uno scenario in cui le destre e frange antiscelta imperversano, strumentalizzando la violenza di genere, riconosciamo l’importanza di starci vicinɜ e tracciare i confini delle nostre alleanze, sempre più larghe ma anche definite sulla base di valori, di pratiche condivise e costruite nel corso delle lotte e del lavoro portato avanti insieme.
Lo spazio separato che scegliamo come pratica politica e come metodologia di lavoro nel contrasto alla violenza di genere, sancito dagli statuti delle associazioni di cui facciamo parte, non è una operazione di facciata, bensì un fondamento per garantire alle donne e alle soggettività trans, non binarie e queer che seguiamo la certezza di trovarsi in spazi sicuri, costruiti nella relazione tra persone che vivono la stessa oppressione patriarcale.
La pratica femminista e quella transfemminista condividono un punto imprescindibile, ossia il fondamento della postura antiviolenza, che non include gli uomini cis. Sappiamo anche che uomini consapevoli sono alleati nel riconoscere questa postura come necessaria.
Riconosciamo la necessità di partire da noi, di guardare alle nuove generazioni e a tutto quello che hanno da insegnarci, ma ci teniamo strettɜ la nostra genealogia e quella dei centri antiviolenza in cui operiamo, fondati sulla relazione tra donne* e tra corpi che si riconoscono nella stessa oppressione.
Femminismo e transfemminismo non sono etichette che possiamo metterci addosso indiscriminatamente dalla pratica politica che quotidianamente portiamo avanti; usarle impoverendole del loro significato e portato storico, culturale e trasformativo è un pericolo che non possiamo permetterci.
Non è un caso, infatti, che questa notizia abbia scatenato i pruriti più violenti di chi dal patriarcato ha molto da guadagnare. Schiere di incel e associazioni che non riconoscono le specificità della violenza di genere hanno trovato la sponda per dire che la violenza di genere non esiste, che vogliono ogni spazio possibile, compreso quello dei centri antiviolenza. Basterebbe leggere i commenti di odio misogino che questa notizia ha generato, e quelli che ogni giorno trovano spazio su media e social.
La nostra società regala agli uomini cis larghi spazi di comodità dove agire indisturbati, mentre femminnistɜ e transfemministɜ con fatica negli anni hanno lottato per costruirne di propri, insieme.
Ed è per questo che questo spazio separato vogliamo tenercelo stretto: perché è il punto da cui partiamo per cambiare il mondo, per tutt3.