Alle ragazze aggredite a Viale delle province; alle donne cis, alle lesbiche, alle persone trans binarie e non binarie, alle donne* razzializzate e con disabilità, alle sorelle* e allə compagnə che subiscono e subiranno la violenza patriarcale, a noi di questa assemblea, alla comunità più ampia del territorio e di questa città sempre più brutale e fascista: ci siamo.
Intanto con le competenze e gli strumenti che abbiamo elaborato fino a qui: con lə operatrix, lə psicologhə e lə avvocatə dei nostri centri antiviolenza. La porta di Lucha, la porta dei cav è sempre aperta, ci trovi lì. Per supportarti in un percorso, confrontarci su quello che ci succede, capire come muoversi, per essere vistə e capitə. Riconosciamo l’acuirsi della violenza transfobica e, come spazio impegnato nel contrasto alla violenza di e sui generi, ci siamo.
E poi, con urgenza, troviamo insieme nuovi modi di abitare questo tempo di paura e di conflitto. Di rendere generativa la rabbia che ci sconquassa le vene, di dirci la paura che ci toglie spazio e ci immobilizza. Insieme, mettiamo a terra una pratica transfemminista di resistenza e creazione continua di un presente dignitoso, sicuro, bello.
Non lo sappiamo ancora come si fa, come faremo. Ma sappiamo (e questo è il noi della sorellanza*, ben oltre il collettivo di Lucha y Siesta) che non staremo a guardare mentre ci riducono l’orizzonte alla soglia di casa, mentre ci uccidono, aggrediscono, molestano umiliano, mentre neutralizzano i nostri spazi e riducono la violenza di genere al punitivismo carcerario o al raptus.
L’altra sera erano 10 contro 3. Erano 10 individui ma dietro di loro c’era – c’è – una società intera strutturalmente transfobica, patriarcale e violenta. Sono responsabili e sono anche i figli sani di un mondo che necessariamente ogni giorno dobbiamo cercare di smontare e rifare. Spesso, nemmeno per grandi ideali ma per le nostre vite. Non c’eravamo, purtroppo, l’altra sera dietro le 3 sorelle che hanno aggredito però ci siamo.
Non sei solə. Non siamo solə. Stiamo insieme, facciamo insieme, pensiamo insieme, lottiamo insieme. Se dilaga lo squadrismo, la sorellanza* è l’unica alternativa.