Festeggiamo l'uscita de "L'evento" di Annie Ernaux alla Casa delle Donne Lucha y Siesta, spazio di socialità, condivisione di esperienze e competenze, attualmente sotto minaccia di sgombero.
Reading, musica, vino, parole, resistenza. Letture di Claudia Ferri Musica dal vivo di Livia Ferri Intervengono Mirella Parachini e Anna Pompili
Lucha Y Siesta e tutti gli spazi femministi non si chiudono!
Mobilitiamoci!
Il 13 novembre è previsto il distacco delle utenze di Lucha Y Siesta, di fatto uno sgombero.
Ma noi non rimarremo ferme a guardare mentre si compie l’ennesimo attacco ai luoghi femministi e transfemministi di questa città.
Diciamocele in faccia, balliamoci addosso, basta buoni costumi, finiamola di far finta di esserci ripulit_ dagli anni 90 e 2000, vi si legge in faccia che portavate le magliette della Onyx e i pantaloni a palazzo, e ora date consigli di stile e andate a fare aperitivi in posti con nomi verbosi e anche un po’ didascalici. Tirate fuori la vostra vera natura.
L'associazione Be Pop e l'osteria Grandma vi invitano ad una Grande Serata di raccolta fondi in sostegno della Casa delle Donne Lucha y Siesta
Dalle 19 si inizia con la Roma ironica e nostalgica raccontata attraverso la voce di Marzia Bagli che con Nicola Di Tommaso presenterà il suo progetto musicale "Le Pagine Romane" .
Per il #13novembre il Comune di Roma aveva annunciato il distacco delle utenze alla Casa delle donne Lucha y Siesta, spazio femminista autogestito che dal 2008 accompagna donne che hanno subito violenza nel loro percorso di fuoriuscita e di autodeterminazione. Ma Lucha y Siesta è molto di più: è un luogo di informazione, ascolto e accoglienza, uno spazio di socialità, condivisione di esperienze e competenze.
Il 19 novembre a partire dalle 18.30 saremo in compagnia dell'autrice Federica Fabbiani insieme a Paola Guazzo e Chiara Sfregola, per presentare "Sguardi che contano. Il Cinema al tempo della visibilità lesbica".
Fino a qualche decennio fa, la rappresentazione della donna lesbica nel cinema era quasi esclusivamente stereotipata: “lei” era una criminale e/o una donna psichicamente instabile con un percorso obbligato verso la tomba o il sanatorio.