Chiudiamo il calendario di incontri del 2021 con una tavola rotonda su un tema che va affrontato molto di più: la violenza ostetrica.
Abbiamo il piacere di ospitare per l'occasione delle attiviste spagnole con cui, partendo dalla situazione della Catalogna, affronteremo anche quella italiana.
Il giardino di Lucha y Siesta vi aspetta per un incontro dedicato ai nostri meravigliosi corpi fuori norma, come tappa di avvicinamento dello sciopero transfemminista globale dell'8 marzo!
Sabato 5 marzo alle 11 faremo partire la riflessione presentando la rivista TRANSIZIONI. CITTÀ E CORPI FUORI NORMA - il quarto di numero di Dinamoprint.
Parleremo di dissidenze sessuali, corpi fuori norma, soggettività lgbtqi+, movimenti e realtà che vogliono superare il binarismo come modalità di pensare e organizzare la nostra società, nella convinzione che – come afferma Marlene, attivista argentina - «essere trans è una posizione politica».
Siamo donne, persone lgbt*qia+, lavoratrici, disoccupate, delegate sindacali, migranti, sex workers attive nel movimento transnazionale Non Una di Meno. Due anni di pandemia hanno colpito duramente le nostre condizioni di vita e di lavoro e sentiamo il bisogno di dire perché, anche se oggi è più difficile organizzarsi, crediamo che il nostro sciopero contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere – che continua ad aumentare tutti i giorni –
Lucha y Siesta riflette sullo spazio urbano da molto tempo. Come attraversarlo, come renderlo più inclusivo, come modificarlo in una prospettiva intersezionale.
In pratica: come si costruisce la città trasfemminista?
Disertiamo la guerra sempre e dovunque
Dopo la grandissima manifestazione nazionale del 5 marzo, sentiamo di mobilitarci in maniera permanente a partire dai nostri territori. Sentiamo la necessità di impegnarci per informare su quanto sta accadendo, sostenendo chi resiste ai bombardamenti, chi fugge dalla guerra ma anche tutte le voci che ora sfidando le super potenze in conflitto e
LGBTQIA+ è una sigla che contiene tanti significati, uno strumento di rappresentazione per le soggettività che non si riconoscono nella norma eterocissessuale, secondo la quale tutte le persone dovrebbero essere eterosessuali e riconoscersi nel genere assegnato alla nascita. Spesso si obietta che questa sigla non è chiara