Mercoledì 26 aprile h13, Piazzale Clodio

24 Aprile 2023

Ci vediamo mercoledì 26 alle 13 a Piazzale Clodio, davanti al tribunale penale di Roma. Complici e solidali, pretendiamo l’assoluzione della Casa delle donne Lucha y Siesta!

C’è processo e PROCESSO.

IL NOSTRO PROCESSO è co-costruzione continua di pratiche femministe e transfemministe, commoning, cura, confronto appassionato, decostruzione del patriarcato interiorizzato in ognunə di noi, costruzione di un linguaggio diverso, di una accoglienza più giusta, di relazioni più autentiche e consapevoli delle asimmetrie di potere, di valorizzazione e condivisione di saperi diversi, di attraversabilità delle città, di empoderamento, forza e bellezza.

Il nostro è un processo mai pacificato. Partire da sé, ma con altr3. Un processo di tenerezza radicale e sorellanza*. Un processo intimo ma anche tanto più grande di noi. Sempre in rete con altri cerchi, con altri femminismi, con altri modi di fare antiviolenza, con altre lotte sorelle, vicine e lontane. Una marea di processi collettivi, presenti e passati, di produzione di senso e pratiche che danno spazio al desiderio di essere parte e cambiare tutto.

Poi c’è UN ALTRO PROCESSO, di criminalizzazione e neutralizzazione. Un processo che, ben lontano dall’essere marea trasformativa, è agente di desertificazione. Diritti sotto attacco, apertamente negati o minuziosamente resi inagibili. Concreti spazi liberati che spariscono o che pagano prezzi altissimi per non farlo.

Un inquietante pezzo di questo processo complessivo di criminalizzazione che tuttɜ subiamo agisce contro Lucha y Siesta da tempo. Nonostante il lavoro e l’impegno di questi anni, nonostante i proclami che hanno riempito un po’ di bocche (ma mai la nostra), Lucha non è salva per niente. Lucha è invece ferocemente sotto attacco, priva di riconoscimento formale nonostante un percorso partecipato come bene comune e una delibera di Giunta regionale.

E mercoledì 26 contro Lucha agirà l’ennesimo tentativo di criminalizzazione, dentro il tribunale penale. L’associazione che da 15 anni sostiene i percorsi di fuoriuscita dalla violenza di chi abita o attraversa la Casa delle donne Lucha y Siesta è sotto processo. Lo ripetiamo ancora: mandare a processo Lucha y Siesta significa dire che contrastare la violenza di genere da un posizionamento non neutro espone a ulteriore violenza istituzionale.

Ma, appunto, c’è processo e processo. Fuori dall’aula agiremo il nostro, mentre dentro si compie l’altro.

Per non lasciare nessunə da solə.

Perché Lucha siamo tutt3.

Perché l’antiviolenza non si processa e pretendiamo l’assoluzione.

Usiamo il margine in cui ci spingono per stare insieme, cospirare, prendere la rincorsa, riprenderci tutto.

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