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SUMMARY:Signorina di Chiara Sfregola con Giulia Blasi (posti limitati)
DESCRIPTION:Giovedì 02 luglio alle 19.30 ritorniamo a vivere il meraviglioso giardino di Lucha y Siesta e per questo gran giorno abbiamo pensato che presentare #Signorina fosse l’ideale.\nNe parleranno:\nChiara Sfregola – autrice\nGiulia Blasi – Giornalista e scrittrice\nAnahi Angela Mariotti – Casa delle Donne Lucha y Siesta\n“Adesso si dà della signorina a tutte\, almeno finché si può\, sempre per educazione\, talvolta per complimentarsi. Signora è da vecchia. E dire a una donna che è vecchia oggi è un insulto\, né più né meno di quanto lo fosse zitella qualche anno fa.\nAl giorno d’oggi possiamo anche essere single (certo\, fino a un’età molto più avanzata rispetto al passato) ma non vecchie”.\n***\nNel rispetto della norme di sicurezza l’evento si svolgerà all’aperto\, nel giardino di Lucha y Siesta.\nInvitiamo a partecipare rispettando le distanze di sicurezza per far sentire tutt* a proprio agio.\nVi chiediamo di prenotare scrivendo nei commenti dell’evento.\nIl limite massimo è di 30 partecipanti.\nCi sarà anche la diretta fb della presentazione.\n*Prenotazione all’evento nei commenti*
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SUMMARY:Assemblea nazionale Emergenza\, Democrazia\, Diseguaglianze
DESCRIPTION:MERCOLEDì 24 GIUGNO ore 18 CaseMatte L’Aquila ex o.p. Collemaggio e in streaming su Facebook\n ASSEMBLEA NAZIONALE \nEMERGENZA\, DEMOCRAZIA\, DISEGUAGLIANZE\nI nostri diritti\, dal terremoto aquilano alla pandemia globale\nCosa hanno in comune la gestione di un’emergenza post-sisma e quella di un’emergenza dovuta a una pandemia? E che cosa invece ne fa due situazioni radicalmente diverse?\nL’emergenza planetaria che stiamo affrontando ci pone di fronte a molte sfide\, vecchie e nuove. Negli ultimi mesi\, in particolare\, abbiamo assistito nel nostro Paese a una reazione scomposta da tanti punti di vista: mediatico\, istituzionale e in parte anche popolare. Come per i terremoti\, anche in questo caso non eravamo affatto preparati\, nonostante avessimo ormai da tempo l’obbligo di adottare e aggiornare puntuali piani pandemici.\nNella gestione di questo periodo abbiamo subito\, come spesso accade nelle situazioni emergenziali\, un accentramento senza precedenti del potere territoriale\, un vasto uso di decreti presentati come l’espressione di un solo uomo al comando\, una sospensione di fatto dei luoghi democratici\, persino istituzionali e\, last but not least\, un crescente atteggiamento autoritario e prevaricatore da parte delle forze dell’ordine. Cittadine e cittadini sono stati considerati soltanto come destinatari di direttive volte a limitare le libertà e di una strategia di controllo coadiuvata dalla delazione tra pari.\nPer la prima volta nella Storia\, abbiamo vissuto inoltre una situazione in cui tutto\, anche le più piccole scelte individuali\, era deciso dai dati. Ma sono stati i dati condivisi adeguatamente? La popolazione e i media erano pronti a utilizzarli consapevolmente e a comportarsi di conseguenza? Non sono forse le informazioni state fornite in maniera scorretta e strumentale?\nStiamo vivendo anche un’emergenza in cui in moltissime e moltissimi sono divenuti letteralmente invisibili e in cui lo Stato nulla ha fatto per loro\, decidendo scientemente di ignorarli.\nDalle misure di sostegno economico ai poveri\, in molti casi decise con criteri discriminatori o addirittura non ancora a disposizione delle famiglie bisognose; al carico di cura in famiglia\, sempre sulle spalle delle donne\, e alle mancate misure di protezione per le donne esposte al rischio di violenza domestica; dalla chiusura di spazi di formazione e crescita per bambini e bambine\, alla sospensione delle libertà personali e degli spazi di integrazione e socialità per le persone con problemi di salute mentale; al sistema di accoglienza chiuso e lasciato a se stesso\, senza nessun supporto. Le categorie di persone che in un modo o nell’altro sono finite nel dimenticatoio sono quelle che sempre pagano purtroppo il prezzo più caro delle crisi: i bambini e le bambine\, le donne\, le fasce deboli delle comunità\, siano essi migranti\, indigenti o persone con problemi di salute mentale.\nLa distanza ha spesso interrotto anche la ri-costruzione delle nostre comunità\, da praticare innanzitutto dal basso. Oggi più che mai sentiamo allora il bisogno di ritessere le fila\, di ritrovarci per affrontare con forza e condivisione d’intenti le crisi violente attualmente in corso e quelle che accadranno nel futuro prossimo: psicologiche\, sociali\, economiche e forse ancora sanitarie.\nLo vogliamo organizzare da Casematte\, partendo dall’esperienza collettiva di una realtà di aggregazione sociale nata nel 2009 per rispondere all’emergenza democratica causata dalla gestione post-catastrofe centralizzata e militarizzata della Protezione Civile e dell’allora Governo Berlusconi e cresciuta negli anni come luogo di contrasto delle diseguaglianze cittadine.\nLo vogliamo fare con tante organizzazioni e persone che hanno vissuto sulla propria pelle le dinamiche autoritarie e ingiuste delle emergenze passate – da L’Aquila a Napoli\, all’Appennino Centrale – e delle emergenze attuali: dalle reti di solidarietà nate nei mesi del lockdown al racconto anche più drammatico dell’emergenza sanitaria nel nord Italia.\nLo vogliamo pensare come un momento di riflessione per ricominciare a costruire un percorso di consapevolezza condiviso\, con la speranza che contribuisca a rafforzare reti e proposte nazionali. Per continuare ad alimentare un dibattito reale che sia davvero aperto alle istanze di una società sempre più in difficoltà di fronte alle dinamiche politiche statali e allo strapotere degli interessi economici\, che le prime sovrastano. Per\, insomma\, rivendicare e esigere ancora una volta i nostri diritti.\nModalità:\nL’Aquila lancia un’assemblea nazionale “a” e “da” CaseMatte\, con la partecipazione tanto in presenza (all’aperto) che a distanza.\nPensiamo infatti sia assolutamente necessario riprenderci lo spazio di parola e l’iniziativa del fare insieme comunità in maniera consapevole\, senza cioè ignorare il rischio legato alla possibilità di contagio\, ma senza allo stesso tempo farci paralizzare dalla minaccia che esso rappresenta.\nDobbiamo fare i conti infatti con una contraddizione: abbiamo il bisogno della vicinanza dei nostri corpi – senza di essa la costruzione attiva del ragionamento collettivo è impossibile – e allo stesso tempo dobbiamo adottare le giuste misure di autoprotezione verso noi stessi e la comunità. Non bisogna scindere libertà e responsabilità\, in questo caso meno che mai.\nPer questo abbiamo pensato di accogliere nell’area all’aperto di CaseMatte il maggior numero di persone possibile relativamente alla vastità dello spazio\, in totale sicurezza\, senza rinunciare alla tecnologia digitale come opportunità per allargare la capacità d’analisi con un uno scambio di conoscenze che travalichi le distanze geografiche e permetta una condivisione utile a ripensare in autonomia la situazione attuale.\nPer rendere possibile il distanziamento necessario sul posto\, allestiremo un impianto che diffonda il segnale audio e video in tutta l’area dell’incontro\, mentre la partecipazione di altri ospiti che interverranno da varie parti d’Italia avrà luogo a distanza\, tramite l’utilizzo di piattaforme digitali appropriate\, che consentiranno così l’interazione con i presenti dotati di dispositivi di protezione individuali e la diffusione in diretta nel web tramite lo streaming.\n Partecipanti:\n Casematte: dall’Aquila al Covid\, l’emergenza come sospensione degli spazi democratici\n Francesca Nava\, giornalista: gestione dell’emergenza a Bergamo\n Lab. Occ. Insurgencia\, Napoli: dai rifiuti ai terremoti all’emergenza sanitaria\, gli effetti dello shock economy e del controllo sociale\n TerreinMoto\, Marche: le emergenze dimenticate. Il terremoto del centro italia e i tentativi di speculazione nelle aree interne\n Antonello Ciccozzi: comunicazione del rischio\, cos’è cambiato dall’Aquila al Covid\n Alberto Puliafito\, Slow News: comunicare l’emergenza. Meno\, meglio\n Andrea Borruso\, Ondata: Dati\, informazione\, emergenza e istituzioni: alcune note sui primi mesi della COVID-19\n Alberto Campailla\, Nonna Roma: mutualismo a Roma e la situazione degli esclusi dalle situazioni emergenziali\n Rete Solidale: mutualismo a L’Aquila e la situazione degli esclusi dalle misure emergenziali\n Giovanna Cavallo\, Pensando Migrante: le persone di origine straniera e l’esclusione dalle misure emergenziali\n Michela Cicculli\, LuchaYSiesta: la situazione delle donne e le risposte del movimento femminista\n Silvia Frezza\, maestra: crescere nelle emergenze. Le bambine e i bambini ignorate nella gestione della ricostruzione post terremoto e da quella sanitaria\n FuoriGenere: Per una lettura intersezionale delle emergenze\n Simona Giannangeli: CAV L’Aquila
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SUMMARY:Assemblea Nudm Roma a Lucha y Siesta-venerdì 19.06
DESCRIPTION:Venerdì 19 giugno\, ore 18.30\nAssemblea pubblica a Lucha y Siesta\nDurante la quarantena la solidarietà femminista non si è fermata: dalle campagne online contro la violenza sulle donne e il revenge porn\, alle azioni mutualistiche diffuse sui territori online e offline. Ora in questa fase tre di riapertura\, le proposte che vengono dai piani alti del governo non sono cambiate rispetto a quelle che conoscevamo: centralità alle imprese\, competitività e individualismo.\nTantissime donne non sono tornate a lavorare perché\, con le scuole di ogni grado chiuse\, il lavoro riproduttivo torna a ricadere soprattutto sulle loro spalle.\nDietro le finestre chiuse di questi mesi è aumentata la violenza domestica e la violenza online contro le donne e le persone LGBTQIA+. E la violenza economica di bassi salari e pochi diritti incombe sulle condizioni lavorative di tant*.\nNon Una di Meno Roma si è continuata a vedere online in questi mesi\, ma questo venerdì vuole tornare a fare assemblea nel giardino di Lucha Y Siesta\, rispettando le distanze spaziali\, ma diminuendo quelle sociali. Tornare a parlarsi e incontrarsi perché questa crisi sanitaria\, e ora economica\, ci ha dimostrato\, ancora una volta\, la centralità del nostro “fare politica femminista”.\nVerso la giornata di mobilitazione del 26 giugno di Non Una DI Meno contro la violenza domestica\n**\n*Foto di Sara Cervelli
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SUMMARY:Giornata mondiale contro l’omolesbobitransfobia
DESCRIPTION:Domenica 17 maggio\, ore 18\nTeatro Biblioteca Quarticciolo e Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli\npresentano il talk\nGiornata mondiale contro l’omolesbobitransfobia\nintervengono: Elly Schlein (vicepresidente e assessore al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica dell’Emilia Romagna)\, Marilena Grassadonia (attivista Lgbt+)\, Chiara Franceschini (attivista Lucha y Siesta) e Daniele Gattano (attore). Al dibattito partecipa anche Sebastiano Francesco Secci\, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che afferma: ”Il Covid-19 non può fermare la nostra lotta contro l’omolesbobitransfobia perché gli odiatori non si sono fermati. In questi mesi di lockdown\, purtroppo\, troppe persone della nostra comunità sono state costrette a vivere gomito a gomito con chi le discrimina per il proprio orientamento sessuale o identità di genere\, senza il sollievo del mondo esterno. Negli ultimi giorni\, inoltre\, la fase 2 ha fatto registrare nuovi casi di aggressioni omofobe nelle nostre strade. Anche e soprattutto quest’anno abbiamo bisogno di continuare la nostra lotta contro l’omolesbobitransfobia\, perché non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno”.\nCon #IncursioniArtisticheDiMutualità il programma di iniziative social del Teatro Biblioteca Quarticciolo si inserisce nel palinsesto digitale TIC ON LINE dei Teatri in Comune – l’articolata rete di spazi per lo spettacolo parte del Sistema di Teatro Pubblico Plurale\, coordinato dal Teatro Argentina – Teatro di Roma e promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale.\n#TBQ #TBQweb #TBQvoices #TiCOnline #IncursioniArtisticheDiMutualità #teatriincomune\n\nSeguiteci su: Facebook\, Instagram\, TBQvoices.com
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SUMMARY:Calpurnio Fiamma ripristina la collettività
DESCRIPTION:A #CALPURNIOFIAMMA si è azionata la forza motrice #RIPRISTINIAMOLACOLLETTIVITA’\nOrganizziamo una Raccolta di BENI di PRIMA NECESSITA’\, per coloro che navigano in acque agitate.\nQuando abbiamo occasione di spesa\, allunghiamo una mano acquistando un pacco di pasta in più\, o di carta igienica\, o di legumi\, ecc…\nTutto ciò che occorre per le PRINCIPALI FUNZIONI DI VITA QUOTIDIANA.\nPreme mantenere costante il focus di questa iniziativa sull’aspetto ETICO prima ancora che su quello materiale.\nSgretolare l’INDIVIDUALISMO che negli ultimi tempi si è radicato portando all’isolamento.\nTUTTI INSIEME possiamo dimostrare che siamo ESSERI UMANI RESPONSABILI – idealmente e concretamente – della COLLETTIVITA’.\nIn collaborazione con:\n– Casa delle Donne Lucha y Siesta\n– Cinecittà Bene Comune\n– Csoa Spartaco\n– Associazione Via Libera\n– Scup- Sport e Cultura Popolare\nInfo: ilcivico33@gmail.com
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SUMMARY:Il Primo maggio ci facciamo sentire!
DESCRIPTION:IL PRIMO MAGGIO CI FACCIAMO SENTIRE!\n Dalle ore 11 e per tutto il giorno in rete: contributi audio e video individuali o collettivi da postare su questo evento facebook di Non una di meno Roma con l’hashtag #primomaggiofemminista \, oppure manda selfie con cartelli o meme con la scritta\n“la nostra sicurezza è il reddito di autodeterminazione! #primomaggiofemminista”.\nInondiamo i social con i nostri contenuti per tutto il giorno utilizzando l’ht #primomaggiofemminista e #iolottoperchè. Sui tuoi canali social fb e instagram tagga Non una di meno Roma\, su twitter tagga Non una di meno.\n Dalle ore 11 e per tutto il giorno dal balcone\, dalla finestra\, dal terrazzo\, da ovunque ti trovi: appendi il tuo pañuelo; crea ed esponi striscioni\, cartelli\, lenzuola\, con la scritta #primomaggiofemminista\nFLASHMOB alle ore 18: dal balcone\, dalla finestra\, dal terrazzo\, da ovunque ti trovi\, partecipa al RUIDAZO\, un’azione globale\, SUONI E RUMORI DI RIVOLTA. Sbattiamo pentole\, cantiamo\, mandiamo musica e messaggi.\nDonne e libere soggettività in tutto il mondo si uniscono ancora una volta per convocare un Primo Maggio Femminista Globale.\nVogliamo denunciare come l’emergenza generata dal COVID-19 sta intensificando la precarietà e lo sfruttamento del lavoro produttivo e di quello riproduttivo e vogliamo farlo ancora una volta insieme\, ORGANIZZANDOCI e LOTTANDO.\nSiamo ancora noi a farci carico della crisi. Il lavoro domestico non retribuito aumenta mentre le scuole chiudono\, la disoccupazione si moltiplica\, i casi di violenza domestica sono sempre di più e il sistema sanitario\, deteriorato da anni di tagli\, non riesce a fronteggiare l’emergenza.\nInfermiere\, addette alle pulizie e alla sanificazione\, cassiere dei supermercati\, operaie\, rider e lavoratrici della logistica\, hanno continuato a lavorare per pochi soldi e a rischio della salute. Colf\, cameriere\, babysitter\, guide turistiche\, operatrici dello spettacolo e della cultura\, sex workers\, lavoratrici al nero e grigie un reddito non ce l’hanno più.\nSi torna a lavorare\, per chi un lavoro ancora ce l’ha. Ma a quali condizioni di sicurezza? Si continua a mettere al centro le esigenze del profitto senza occuparsi della salute\, della vita sulla terra\, della dignità del lavoro\, del fatto che si chiudono le scuole ma non le fabbriche di armi.\nRifiutiamo il debito come fuoriuscita dalla crisi\, perché sappiamo che a ripagarlo sarà il maggiore sfruttamento del lavoro\, l’impoverimento\, i tagli al welfare. La cassa integrazione e le misure di sostegno indette dal governo sono inadeguate e insufficienti per far fronte ad un impoverimento che pesa doppiamente sulle donne e sulle persone LGBTQIA*.\nVogliamo un reddito individuale e senza condizioni\, per essere libere dalla povertà e dalla violenza. Vogliamo accesso gratuito alla sanità\, ai servizi e ai dispositivi di sicurezza. Vogliamo congedi parentali equiparati e retribuiti\, la garanzia del diritto all’aborto\, e una programmazione della riapertura delle scuole. Vogliamo superare la divisione sessuale e razzista del lavoro.\nNON TORNEREMO ALLA NORMALITÀ PERCHÉ LA NORMALITÀ ERA IL PROBLEMA!\nNella giornata internazionale delle lavoratrici e dei lavorator* affermiamo ancora una volta che la società può essere organizzata su nuove basi\, che è possibile una vita senza violenza patriarcale e razzista e libera dallo sfruttamento.\n**\nEvento fb transnazionale: https://www.facebook.com/events/2560684267514544/\nEvento fb nazionale: https://www.facebook.com/events/235142261067954/\nL’appello del 1 maggio sul blog di Non una di meno: https://nonunadimeno.wordpress.com/…/1-maggio…/\nVideo di lancio su Vimeo: https://vimeo.com/412389445\ne sulla pagina di Non una di meno: https://www.facebook.com/1863649617188588/posts/2816017431951797/\n#feministastransfronterizas\n#primomaggiofemminista
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SUMMARY:Calpurnio Fiamma ripristina la collettivitá - Appio Claudio -
DESCRIPTION:A Calpurnio Fiamma si é azionata la forza motrice #RipristiniamoLaCollettivitá\nOrganizziamo una Raccolta di Beni di Prima Necessitá\, per coloro che navigano in acque agitate.\nOlio\, Caffé\, Carta Igienica\, Scottex\, Prodotti Igiene Persona e Casa\, Album da Disegno\, Colori e Pennarelli\, Assorbenti\, Cibo per Animali\, Marmellata…\nTutto ciò che occorre per le PRINCIPALI FUNZIONI DI VITA QUOTIDIANA.\nPreme mantenere costante il focus di questa iniziativa sull’aspetto ETICO prima ancora che su qullo materiale.\nSgretolare l’INDIVIDUALISMO che negli ultimi tempi si é radicato portando all’isolamento.\nTUTTI INSIEME possiamo dimostrare che siamo ESSERI UMANI RESPONSABILI – idealmente e concretamente – della COLLETTIVITÁ.\nIn collaborazione e a sostegno di:\n– Casa delle Donne Lucha y Siesta\n– Cinecittà Bene Comune\n– Csoa Spartaco\n– Associazione Via Libera\n– Scup – Sport e Cultura Popolare\ninfo: ilcivico33@gmail.com
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SUMMARY:Accentrica a Lucha y Siesta
DESCRIPTION:l nuovo spettacolo di Accentrica Storytelling “Pane e Rose”\, inizia il suo tour da Lucha y Siesta\, Casa delle Donne\, luogo di anima e resistenza. Otto storie di donne che hanno cambiato il mondo tra racconti a braccio\, musica acustica e disegni sulla sabbia in presa diretta.
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SUMMARY:Serata a Sostegno di Lucha y Siesta @ Not2Series live
DESCRIPTION:SOSTEGNO ALLA CASA DELLE DONNE LUCHA Y SIESTA!!!\nVisti i recenti sviluppi sosteniamo ancora insieme Lucha y Siesta\,\nQuesta sera passeranno a trovarci i Not2Series\, che con le loro versioni unplugged ci faranno riascoltare le colonne sonore che hanno contribuito a rendere indimenticabili alcune delle serie tv più famose degli ultimi anni.\nAndrea Allocca – guitar & loop station\nValeria Palma – vocals & percussions\nIngresso free con tessera annuale dell’associazione (5€con consumazione)\nluchaysiestanonsivende@gmail.com\nsegreterialys@gmail.com\nCOMUNICAZIONE IMPORTANTE:\nL’evento di stasera prevederà l’accesso ad un numero limitato di persone così da poter rispettare le direttive nazionali. Si prega pertanto di prenotare o comunque di arrivare in anticipo. Raggiunto il numero massimo l’ingresso verrà precluso ad ulteriori persone.\nGrazie per la comprensione.
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SUMMARY:Crowdfunding Winter Ladies per Lucha Y Siesta
DESCRIPTION:https://www.eppela.com/…/26666-winter-ladies-artbook\nWinter Ladies è una raccolta di illustrazioni originali realizzate da venti artiste italiane alle quali è stato chiesto di rappresentare ognuna una figura iconica femminile\, reale o di fantasia\, in una ambientazione invernale o natalizia. Il progetto nasce per sostenere le attività a sostegno delle donne in difficoltà promosse da Lucha alla Città e\, in particolare la Casa delle Donne Lucha Y Siesta\, che da 11 anni provvede a dare rifugio e sostegno a donne in difficoltà\, che subiscono discriminazioni e violenza di genere. Un luogo materiale e simbolico di autodeterminazione delle donne\, un progetto femminista\, nonché punto di incontro tra casa rifugio\, casa di semiautonoma e centro antiviolenza.\nSe raccolta fondi avrà successo\, la parentesi invernale sarà solo la prima parte di un serie in quattro volumi dedicati a tutte le stagioni.\nIl progetto dell’artbook è stato ideato e promosso dalla Lovelace – The Geek Ladies’ Allegiance\, associazione femminista sui generis\, che si occupa della riscoperta e della promozione della figura femminile nella cultura presente e passata.\nPer maggiori informazioni sugli obbiettivi del comitato Lucha alla Città\, consultate il sito Luchaysiesta.com
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SUMMARY:Diamo Lucha Alla Città E Csoa La Torre A Cena Insieme
DESCRIPTION:Lucha y Siesta è un’esperienza preziosa ed irrinunciabile. Mentre in questi anni il taglio del welfare cancellava diritti\, Lucha y Siesta sorgeva dentro il deposito abbandonato di Atac a Lucio Sestio. In questi anni Lucha ha offerto riparo e supporto a donne e ai loro bambini e bambine\, che hanno trovato il coraggio di intraprendere un percorso di autodeterminazione che purtroppo non sembra interessare invece alle istituzioni\, ha fatto rete\, ha rimesso al centro il tema dei consultori\, combattuto l’emergenza sociale e culturale dei femminicidi quotidiani nel nostro paese\, ha difeso il diritto di decidere della propria vita e del proprio corpo\, ha resistito agli attacchi di chi ha provato a mettere in discussione l’aborto. La nostra società patriarcale vuole cancellare esperienze come Lucha\, e le istituzioni continuano il loro attacco senza proporre soluzioni di continuità credibili. Lucha y Siesta è in presidio permanente perché minacciata di veder staccate le utenze\, senza vere alternative per le donne ospitate\, e senza certezze per la prosecuzione della propria attività. Invece che salvaguardare un patrimonio provano a farlo sparire\, ma le donne e le compagne di Lucha resistono. E La Torre lo fa con loro\, animando la serata di Mercoledi 4 Marzo con una cena collettiva. se conoscete già Lucha sapete di quanta ricchezza parliamo\, e se non l’avete ancora attraversata\, è il momento buono per farlo. Mercoledi sera il centro sociale La Torre chiude e si sposta a Lucha\, vi invitiamo ad essere li con noi\, tutte e tutti\, a partecipare alla cena vegana offerta dalla Torre\, a sottoscrizione libera per sostenere Lucha. Mercoledì 4 si possono fare tante cose belle\, ma una sola giusta.\nDiamo Lucha alla città.
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SUMMARY:Ecologia e femminismi: Donne in lotta durante la crisi climatica
DESCRIPTION:ECOLOGIA E FEMMINISMI\nLe donne in rivolta ai tempi della crisi climatica\nIn Cile e in Argentina\, le donne Mapuche si organizzano contro la repressione e la militarizzazione delle loro terre da parte delle istituzioni. Nella penisola di La Guajira\, tra Colombia e Venezuela\, le donne Wayuu si oppongono alla miniera di carbone del Cerrejon responsabile dell’emergenza idrica nei loro territori. In Italia è sempre maggiore il protagonismo delle donne nei movimenti per la giustizia ambientale e all’interno di comitati territoriali contro l’imposizione di grandi opere inutili e dannose. Nelle montagne del sudest del Messico\, le donne Zapatiste non arretrano di fronte alla minaccia di governi e aziende che vorrebbero trarre dalle loro terre profitto e vedono nella lotta per la loro terra e nella lotta di genere due facce della stessa resistenza. In Rojava\, l’esperimento del Confederalismo democratico si basa sui pilastri del femminismo e dell’ecologia. In Svezia\, la diciasettenne Greta Thunberg sciopera ogni venerdì da più di un anno chiedendo ai governi misure concrete per contrastare l’emergenza climatica\, ispirando le giovani e i giovani di tutto il mondo che hanno dato vita al movimento di Fridays for Future che si prepara al suo quinto sciopero globale.\nIn tutto il mondo c’è uno stato di agitazione permanente contro la violenza e l’oppressione del sistema patriarcale e neocoloniale e contro la devastazione e lo sfruttamento del modello economico capitalista ed estrattivista.\nIn quanto giovani attive tanto negli scioperi globali per il clima quanto nelle mobilitazioni contro la violenza di genere\, a pochi giorni dallo sciopero globale femminista dell’8 e 9 Marzo\, vogliamo introdurre il significato del concetto di ecofemminismo\, approfondendo le alleanze e le contaminazioni esistenti tra i movimenti femministi e transfemministi e quelli ambientalisti e in difesa dei territori.\nMercoledì 4/03 h18:30 @ Lucha y Siesta\, via Lucio Sestio 10\n\nInterverranno:\n– Sara Pollice\, Be Free\n– Giulia Barlozzari\, Progetto Su
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SUMMARY:Lucha non si spegne - Presidio Permanente
DESCRIPTION:Dal 25 febbraio Lucha y Siesta è in presidio permanente ed è strapiena di vita e di attività (ve lo abbiamo raccontato qui https://www.facebook.com/notes/lucha-y-siesta/la-lucha-non-si-spegne/2550924638519276/).\nIn questo evento contenitore trovate tutte le iniziative che animano la Casa OGNI GIORNO.\n* tutti i lunedì ore 15-20 assemblea Fridays for future\n* tutti i venerdì per 5 settimane ore 14-19.30 Laboratorio Lineamenti del Master Studi e Politiche di Genere di Roma3 (programma http://www.masterstudiepolitichedigenere.it/…/lineamen…/) aperto a tutt*\n2 marzo lunedì\nh 18 gruppo generi e consumi NUDM\nh 20 Brancoro\n3 marzo martedì\nh 15 coro Fimmene\nh 18:30 assemblea di NUDM\n4 marzo mercoledì\nh 9.30 laboratorio di serigrafia panueli NUDM\nh 18:30 Ecologia e femminismi: Donne in lotta durante la crisi climatica\nh 20.00 cena – Diamo Lucha Alla Città E Csoa La Torre A Cena Insieme\n5 marzo giovedì\nh 20:30-22 laboratorio teatrale di Spartaco con Laura Garofoli\n6 marzo venerdì\nh 14-19 Laboratorio Lineamenti Master Studi e politiche di genere\n7 marzo sabato\nh 09-11 Modulo Storico-Filosofico Master Studi e Politiche di genere\nh 11-14 IX Edizione Premio Donne Pace e Ambiente Wangari Maathai\nh 14-19 laboratorio MAGIE INCANTATE (per bambin* grandi e piccol*)\nin aggiornamento…
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SUMMARY:Solidarietà al quadrato fa quadrato per Lucha
DESCRIPTION:Domenica 1 marzo ore 10-18\nVia Flavio Stilicone (lato pedonalizzato)\nSolidarietà al quadrato\nfa quadrato per Lucha\nuna giornata di festa e solidarietà per la casa delle donne Lucha y Siesta\nOre 10 apertura della festa e Lezione di Hatha Yoga per il risveglio della guerriera interiore\, condotta da Sara di Cuore Yoga\nore 11\,30 Dixie Flyer Passengers – Swing & Traditional American Song\nore 12 sfilata degli abiti ad uncinetto ad opera di Solidarietà al quadrato e della sartoria di Lucha y Siesta\nore 15\,30 Daniele Anzalone spettacolo di burattini\nore 16\,00 GEO – Gift Economy Orchestra Un po’ banda\, un po’ orchestra\nore 17 Riflessioni su un mondo malato. Laboratorio trasversale per adulti e bambini a cura di Eventi Atelier\ne inoltre\n“3 al quadrato = scatti quadrati”\, tre fotografe\, nove fotografie di Roma in bianco e nero in formato quadrato (G. Buonanno\, T. Fusco e D. Pisano)\nhttps://facebook.com/events/s/scatti-quadrati/226860861684882/?ti=as\ne ancora\nEsperanza . Opera grafica di Maria Giovanna Mulè .\nore 18 Chiusura della festa\nL’evento è finalizzato ad una raccolta fondi per la casa delle donne Lucha y Siesta
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SUMMARY:LUCHA non si spegne: presidio permanente e assemblea pubblica
DESCRIPTION:Da domani 25 febbraio è previsto il definitivo distacco delle utenze della Casa delle Donne Lucha y Siesta.\nNoi però continueremo a fare luce: invitiamo tutta la nostra comunità ad un presidio permanente durante la giornata e a una grande assemblea pubblica alle ore 17 perché Lucha y Siesta non ha nessuna intenzione di fermarsi\, né tanto meno di spegnersi!\nIl Presidio Permanente inizia alle\nORE 9 con la COLAZIONE RESISTENTE\nDurante la giornata proseguono le normali attività della Casa\, aperta come sempre a chi vorrà attraversarla anche con le proprie proposte.\nORE 17 ASSEMBLEA PUBBLICA\n*\n*\nIl nostro comunicato\nIl 25 febbraio è previsto il definitivo distacco delle utenze\, ed è solo l’ultimo colpo inferto di una lunga serie.\nDa dicembre a oggi tutte le donne che animano la casa di via Lucio Sestio\, sia le ospiti sia le operatrici\, hanno vissuto un vero e proprio inferno\, che ha confermato il primato del “rispetto delle procedure” e dei profitti sulle vite umane.\nLa giunta capitolina\, nonostante i tentativi interlocutori della Regione\, ha continuato a perseguire l’obiettivo di cancellare Lucha\, smembrandone la comunità\, con la minaccia del distacco delle utenze\, di volta in volta rinviata per brevissimi periodi\, imponendo l’uscita delle 14 ospiti e degli 8 minori senza alcuna considerazione per i singoli progetti di autonomia avviati nel corso di questi anni. Inoltre senza alcun rispetto per la vita e la dignità delle donne in fuoriuscita\, del lavoro decennale svolto gratuitamente per sopperire carenze che il pubblico continua a non soddisfare\, arrivando\, ieri 21 febbraio\, a non presentarsi nel giorno stabilito per la consegna delle chiavi di due stanze messe a disposizione.\nLa Sindaca\, l’assessora Mammì e la delegata Fruci rispondono così a chi la violenza l’ha già vissuta per mano di uomini maltrattanti\, sradicando le esistenze a fatica riconquistate e ricostruite. Chi dovrebbe gestire le politiche sociali di Roma preferisce\, in totale accordo con Atac\, di far ricadere anni di mala gestione e sperperi dell’azienda del trasporto pubblico sul corpo delle donne.\nDavvero ci immaginiamo di affidare a tali persone le politiche sociali di Roma?\nOppure si è forse pensato che la presa di posizione della Regione Lazio sulla vicenda di Lucha Y Siesta sarebbe bastata per salvarne la totalità dell’esperienza?\nO che forse l’istituzione regionale potesse incidere sull’amministrazione capitolina? O che la politica stesse riacquisendo la capacità di governare la burocrazia e non farsi governare da essa? Mere illusioni.\nTutto ciò ha il sapore dell’approssimazione e dell’incapacità\, diventate accanimento.\nCi verrebbe da pensare che un tale accanirsi derivi dal possibile profitto personale che qualcuno possa trarre dalla vendita dell’immobile.\nE che chi governa Roma stia facendo tabula rasa dell’eredità tramandata e rinnovata delle lotte femministe che\, paradosso dei paradossi\, ci permettono oggi di avere una Sindaca donna. Così in una città dilaniata da criminalità organizzata\, appetiti speculativi\, soffocata dai miasmi dell’immondizia\, con centrali di spaccio a cielo aperto\, culturalmente e socialmente oramai ombra di sé stessa\, Raggi e giunta mostrano solerzia solo nel garantire la corretta procedura che porterà l’immobile di via Lucio Sestio all’asta prevista per il 7 aprile\, quasi fosse un problema della città\, avere un presidio funzionante per la salvezza di donne e minori che produce cultura e contrasto alle violenze di genere.\nMa il 25 febbraio nel giorno del distacco\, noi continueremo a fare luce\, invitando tutta la nostra comunità ad un presidio permanente durante la giornata e a una grande assemblea pubblica alle ore 17\, perché\, cara Sindaca\, la Casa delle Donne Lucha y Siesta non si fermerà.\n#diamoluchaallacittà
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SUMMARY:Dai nostri corpi sotto attacco verso lo sciopero transfemminista
DESCRIPTION:Verso lo #sciopero femminista e transfemminista dell’8 e 9 marzo 2020\, Lucha y Siesta e Non Una Di Meno – Roma si incontrano per parlare di #aborto e politica con il volume:\n“DAI NOSTRI CORPI SOTTO ATTACCO”\nCon le autrici Caterina Botti\, Laura Fano\, Valeria Ribeiro Corossacz\, Laura Ronchetti dialogano Maura Cossutta della Casa Internazionale delle Donne delle Donne e Graziella Bastianelli del Coordinamento delle Assemblee delle Donne dei Consultori di Roma.\nIn un contesto politico profondamente mutato\, la questione dell’aborto continua ad essere – come fu negli anni Settanta del Novecento – questione cruciale per la libertà\, soggettività e convivenza civile di tutte e tutti. In un panorama che sembra segnato dalla rottura di vecchi schemi gerarchici e dal trionfo neoliberale dei diritti individuali emergono con grande forza\, in Italia e in molti paesi\, forme di nostalgia per un passato governato dalle certezze patriarcali e sovraniste che incidono ancora una volta sui corpi delle donne. In molti paesi del mondo l’aborto torna ad essere oggetto di politiche criminalizzanti. Le donne però reagiscono\, in forme politiche forti e interessanti. In questo volume\, che pensiamo come strumento di riflessione e di attivismo\, si racconta il protagonismo politico femminista in Spagna\, Polonia\, Irlanda\, Brasile\, Argentina e Cile\, dove\, attraverso forme di resistenza e sperimentazione inedite\, è stato posto un freno a riforme reazionarie e sono state aperte brecce nell’ordinamento per la regolamentazione dell’aborto. Le esperienze maturate in Italia e nei diversi contesti sono narrate nella cornice del dibattito politico\, giuridico e filosofico più articolato che si interroga sui modi di rappresentare la questione dell’aborto\, la soggettività e l’autodeterminazione femminile\, e non solo.
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SUMMARY:Un altro genere di forza-Alessandra Chiricosta a Lucha y Siesta
DESCRIPTION:I maschi sono forti\, le donne sono deboli: sembra un’ovvietà che spiega molto dei rapporti tra uomini e donne\, di come si sono strutturati e organizzati nel corso della Storia. I forti tendono a combattere e distruggere\, i deboli ad accudire e proteggere la vita: così si è creata una dicotomia che fa della forza una via maestra verso la violenza\, e della cura una premessa della mitezza e della pace.\nMa siamo sicuri che questa differenza si radichi nella “natura”? E che non sia invece una costruzione culturale\, un “dispositivo biopolitico” da smontare per svelare un paradigma che ha limitato fortemente l’esplorazione di altre dimensioni ed elaborazioni di concetti come “femminilità” e “mascolinità”. È il paradigma\, non l’oggettività corporea\, ad aver articolato le relazioni tra i generi alla stregua di una lotta tra vittima – reale o potenziale – e carnefice – reale o potenziale.\nNel pieno del dibattito sulla violenza di genere – dalle molestie ai femminicidi – in un percorso in più tappe\, teorico ed esperienziale\, l’autrice ridisegna il maschile e il femminile e con essi la mappa del discorso sulla forza distinguendolo da quello della violenza: perché ci vuole una particolare forza sia per non essere “vittime” sia per non esercitare un potere soggiogante.\ndi UN ALTRO GENERE DI FORZA ne parliamo giovedì 20 con l’autrice Alessandra Chiricosta\, Chiara Franceschini di Lucha y Siesta\, Gaia Leiss e Rita Petruccioli.
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SUMMARY:Le CASE DELLE DONNE non si toccano
DESCRIPTION:Le Case delle donne non si toccano!\nLe Case delle donne siamo tutte!\nCampidoglio piazza aperta\nPerché torniamo in piazza:\nPerché la Casa Internazionale delle donne rischia ogni giorno lo sfratto. Da agosto 2018 il Comune di Roma ha revocato la convenzione ma le associazioni della Casa continuano a svolgere i servizi per tutte le donne\, senza riconoscimento del loro valore sociale\, senza alcun finanziamento da parte del Comune. Si cancellerebbe un luogo storico e simbolico del femminismo romano\, patrimonio della storia dei diritti e delle libertà delle donne ma anche di tutta la città.\nPerché per Lucha y Siesta il 20 febbraio è previsto il distacco delle utenze\, per volere di Atac spa con il sostegno del Comune\, nella procedura di concordato per evitare il fallimento della municipalizzata più indebitata d‘Italia\, nonostante la Regione Lazio abbia avviato le procedure per partecipare all’asta e acquistare l’immobile. Si vuole chiudere così un presidio sociale e politico contro la violenza e un luogo prezioso con 14 stanze in una città drammaticamente carente di posti in case rifugio e ben al di sotto degli standard previsti nella Convenzione di Istanbul.\nLucha y Siesta e la Casa Internazionale delle donne sono laboratori culturali e politici riconosciuti che puntano sui sogni liberi ed autonomi delle donne che li attraversano. Noi siamo il sogno vivo\, libero ed autonomo.\nPerché le Case delle donne devono restare aperte e moltiplicarsi in ogni territorio rivendicando progetti di sviluppo nati sui desideri delle donne che lì vivono.\nPerché si deve riconoscere la loro autonomia e il valore sociale\, politico ed educativo che riversano intorno\, sulle scuole\, nelle associazioni e per le strade di tutti i quartieri. Noi siamo valore sociale\, politico ed educativo.\nPerché il regolamento del patrimonio comunale in discussione disconosce di fatto il tessuto sociale\, culturale e associativo che in questi anni ha tenuto insieme la città.\nPerché non siamo aziende e non ci curiamo di interessi privati\, ma tuteliamo i nessi comunitari indeboliti dall’impoverimento culturale e dalla precarietà.\nPerché siamo in agitazione permanente verso lo sciopero globale femminista 2020.\nL’8 marzo sarà giornata di mobilitazione sui territori e il 9 marzo sarà sciopero femminista. Incroceremo le braccia e ci riprenderemo il tempo e lo spazio che vogliamo.\n#lacasasiamotutte\n#luchallacitta\n#FateciSpazio
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SUMMARY:CHARITY POT EVENT con @luchaysiesta
DESCRIPTION:VENERDÌ 14 E SABATO 15 FEBBRAIO VENITE A SOSTENERE IL PROGETTO @luchaysiesta\n#CharityPotEvent \n.\nDurante queste due giornate sosterremo\, grazie alla nostra meravigliosa crema mani e corpo Charity Pot\, la casa delle donne.\n.\nAttiva da oltre 11 anni sul territorio romano\, Lucha y Siesta è un progetto di contrasto alla violenza maschile su donne e minori che fornisce accoglienza\, sostiene la fuoriuscita dalla violenza e l’autodeterminazione.\n.\nVi aspettiamo nel negozio di Lush Roma Trevi in Via Delle Muratte 80 per sostenere insieme questa meravigliosa causa.
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SUMMARY:All' Attacco a Lucha y Siesta
DESCRIPTION:L’ album All’attacco – storie da collezionare ha raggiunto ogni angolo del pianeta terra\, tutte abbiamo conosciuto storie speciali riscoprendo il gusto di condividere emozioni antiche e mai sopite. Gli album e le figurine hanno attraversato i confini per riempire un vuoto o tenere stretto un legame lontano e ora e’ arrivato il momento di dire grazie al collettivo #Unavoltapertutte e a tutte le persone che hanno partecipato\, con uno scambione senza esclusione di colpi. Porta il tuo album da completare con i doppioni da scambiare e racconta la storia #allattacco che hai amato più di tutte .\nPerformance dal vivo di Livia Ferri.
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SUMMARY:Fare cultura a Roma - Incontro
DESCRIPTION:Fare cultura a Roma\nun incontro con\nKokè\nZalib\nLucha y Siesta\nmodera Ylenia Sina\nSabato 1 febbraio\nore 18:30\nPer chi fa cultura a Roma\, l’impressione è sempre più spesso che il proprio lavoro venga osteggiato o\, quanto meno\, reso più difficile da quelle stesse amministrazioni che dovrebbero invece incentivarlo.\nLa maggior parte delle realtà che resistono alla decadenza culturale della Capitale sono gestite da giovani o giovanissimi; una generazione che ‒ come già dimostrano i grandi movimenti di attivismo globale ‒ anche localmente è stanca di restare a guardare\, preferendo creare e offrire un’alternativa a vuoto e abbandono.\nIn questo incontro\, alcuni operatori culturali romani si confrontano tra loro\, raccontando al pubblico della Libreria Teatro Tlon il senso che assume fare cultura\, oggi\, in questa città.\nIntervengono ragazze e ragazzi del circolo Koké\, della Libreria Zalib e della Casa delle Donne Lucha y Siesta.\nKoké – Kokè è un piccolo spazio che si propone come punto di riferimento sociale e culturale nel quartiere di Monteverde.\nNon semplicemente un circolo Arci\, ma soprattutto un progetto di produzione e promozione di cultura indipendente e sensibilizzazione politica\, che vede la collaborazione attiva di tutti coloro che ne entrano a fare parte.\nZalib – Siamo i ragazzi di Zalib\, abbiamo dai 15 ai 30 anni e da ottobre 2017 lavoriamo per riaprire la libreria di quartiere in cui siamo cresciuti a pane e buone letture. In un momento come questo in cui le realtà culturali sono sempre più in difficoltà e i libri si vendono sempre meno\, abbiamo deciso di accettare la sfida più grande: riavvicinare i più giovani alla lettura e creare uno spazio di socialità e cultura in cui i ragazzi possano essere protagonisti della produzione culturale.\nLibreria\, lab culturale\, masterclass\, cinema\, corsi di teatro\, graphic design ricordando sempre che… a little party never killed nobody.\nLucha y Siesta – La Casa delle Donne Lucha y Siesta è un luogo materiale e simbolico di autodeterminazione delle donne contro ogni discriminazione di genere. Un esperimento innovativo e riuscito: un progetto politico che promuove nuove formule di welfare e di rivendicazione dei diritti a partire dal protagonismo femminile; un progetto ibrido tra casa rifugio\, casa di semiautonomia e centro antiviolenza; un progetto nato dalla lotta e dall’autorganizzazione delle donne che da più di 11 anni fornisce informazione\, orientamento\, ascolto e accoglienza alle donne che ne hanno necessità. Lucha y Siesta è anche uno spazio di socialità\, condivisione di esperienze e competenze che si manifestano attraverso una ricca tessitura di attività culturali e laboratoriali.\nIngresso libero.\nAiutaci ad allestire al meglio gli spazi: prenota uno o più posti su www.tlon.it/evento/fare-cultura-a-roma-incontro/\nPer info:\nTel.: 06 4565 3446\nEmail: libreriateatro@tlon.it
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SUMMARY:IV Assemblea Nazionale beni comuni emergenti e a uso civico
DESCRIPTION:Milano\, 1-2 febbraio 2020 – IV Incontro dell’Assemblea Nazionale dei beni comuni emergenti e a uso civico\nSaronno\, 2 febbraio 2020\, ore 18 – serata pubblica su “Aree dismesse\, che fare?”\nL’1 e 2 febbraio 2020 terremo la IV Assemblea nazionale dei beni comuni emergenti e a uso civico\, nata a partire da un documento (http://www.exasilofilangieri.it/appello-benicomuni/) firmato da diverse realtà di base\, associazioni e singoli\, che hanno convenuto sulla necessità di rafforzare anche a livello nazionale le lotte sui beni comuni. Ci siamo incontrat* a Napoli\, Mondeggi (Bagno a Ripoli)\, Reggio Emilia e Venezia. Oggi approdiamo a Milano\, da RiMake e Macao.\nAbbiamo aperto un percorso collettivo per costruire in comune uno spazio per la condivisione e la continua sperimentazione di pratiche\, saperi e strumenti amministrativi capaci di sfidare e superare lo stato di cose presenti. L’abbiamo fatto a partire dalle proposte e dalle conoscenze sui beni comuni che in questi anni con molta fatica sono maturate dalle pratiche delle realtà di base su tutto il territorio nazionale.\nSaranno presenti L’Asilo (Napoli)\, Scugnizzo Liberato (Napoli)\, Macao (Milano)\, RiMake (Milano)\, RiMaflow (Milano)\, Attac Saronno\, Associazione Salviamo Cavallerizza (Torino)\, Bread&Roses (Bari)\, ExPost Moderno (Bari)\, Mondeggi Bene Comune (Bagno a Ripoli)\, Forum Beni Comuni Firenze\, Laerte – Rete Civica del Comune di Ferrara\, Movimento Popolare Dignità e Lavoro (Milano)\, Attac Lecco\, Casa Bettola – Casa Cantoniera Autogestita (Reggio Emilia)\, Attac Piacenza\, Assemblea 21 (Torino)\, Labsus\, Partinico Solidale\, Remix the Commons\, Fert (Torino)\, Comitato Stefano Rodotà\, Armata Brancaleone APS (Bari)\, Associazione Amici della Colonia Venezia di Peruibe Brasile\, Scuola Open Source (Bari)\, CLAC – Comunita per le Libere Attività Culturali (Padova)\, Scup (Roma)\, Lucha y Siesta (Roma)\, La Foresta (Rovereto)\, Nuovo Rinascimento APS -Tempio del Futuro Perduto \, Comitato Rodotà Milano\, La Polveriera (Firenze)\, Associazione Pontinpietra\, A SUD – Palermo\, The School of Losing Time (Torino)\, Forum Sociale Mondiale Economie Transformative\, Rete Italiana Economia Solidale\, Cavallerizza Irreale (Torino)\, Operatori Sociali Milano\, Cascina autogestita Torchiera\, Associazione 20 pietre (Bologna) e una lunga lista di realtà in corso di aggiornamento.\nInoltre\, saranno presenti studiosi e studiose de l’Universidad de la Republica Uruguay\, Università Bicocca di Milano\, Scuola Normale Superiore.\nSe vuoi esserci\, compila questo form\, ci renderà più facile l’organizzazione: https://docs.google.com/…/1FAIpQLSfrLNlaaNh…/viewform… . Per qualsiasi altra informazione\, scrivere a benicomuni.incomune@gmail.com .\nIL PROGRAMMA\n1/2 (Macao)\n11.00-12.15 Plenaria iniziale: presentazione della rete e delle realtà presenti. Introduzione sui lavori\n12.15-13.15 Presentazione della campagna “riprendiamoci il comune” di Attac Italia e discussione sulla ripubblicizzazione dell’acqua\n13.30-14.30 Pranzo\n14.30-16.30 Tavoli di lavoro paralleli:\n– Tavolo giuridico: emendamento condiviso ai regolamenti e proposta di dialogo per la legge di iniziativa popolare\n– Tavolo economico: beni comuni e reti di economie alternative\n16.30-18.30 Tavoli di lavoro paralleli:\n– Tavolo urbanistico: gli standard e le destinazioni d’uso\n– Tavolo sugli strumenti di acquisto collettivo e co-proprietà come beni comuni\n2/2 (RiMake)\n10.00-12.00 Workshop depatriarcalizzazione su safe space\n12.00-14.00 Prosecuzione dei quattro tavoli di lavoro:\n– Tavolo giuridico: emendamento condiviso ai regolamenti e proposta di dialogo per le proposte di legge di iniziativa popolare sui beni comuni\n-Tavolo economico: beni comuni\, common coin\, commonfare\n– Tavolo urbanistico: altri strumenti ed emersione della redditività civica\n– Tavolo sugli strumenti di acquisto collettivo e co-proprietà come beni comuni\n14.00-15.00 Pranzo\n15.00-16.00 Plenaria – report dei tavoli\, comunicazione e conclusione\nA seguire\, il 2 febbraio\, ore 18.00\, a Saronno\, tutt* invitat* alla serata pubblica organizzata da Attac Saronno: “Aree dimesse\, che fare? Beni comuni emergenti e riuso della città” (Sala Nera di Casa Morandi\, viale Santuario a Saronno): https://www.facebook.com/groups/250219821766773/permalink/2472709559517777/?sfnsn=scwspwa&extid=vNo84exIAQloeeNq .\nSe avete posti auto per lo spostamento Milano-Saronno potete metterli a disposizione di altr* partecipanti compilando il form: https://docs.google.com/…/1FAIpQLSfrLNlaaNh…/viewform….\nStay tuned!
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SUMMARY:Presentazione di "Future: il domani narrato dalle voci di oggi"
DESCRIPTION:Undici autrici afroitaliane raccontano di futuro\, generazioni e radici. Un’antologia alla ricerca di una nuova lingua\, di nuove idee\, di prospettive forti\, differenti e inesplorate. Un libro che è un J’accuse ma anche un inno d’amore per un futuro che desideriamo diverso”\nIl 31 gennaio alle 18:00\nLe funambole presentano il libro a Lucha y Siesta nella rassegna “Un libro un luogo”\nSaranno presenti due autrici: Marie Moise e Lucia Ghebreghiorges\nIo sono nata bianca da chi ha fallito nell’esserlo. Sono nata e sono stata cresciuta nell’implicito dovere di cancellare il marchio\, di nascondere l’indicibile da cui avevo origine\, per spezzare così la catena del fallimento. Sono cresciuta nell’angoscia di dover mascherare un’infamia originaria. Non ho imparato la lingua di mio padre\, non ho mai visto la sua terra\, non conosco la storia della mia famiglia: ero bianca. Ma la normalità è stata la mia angoscia.\n– Marie Moïse\, Abbiamo pianto un fiume di risate\n“I lavori che nessuno voleva fare più fermi da mesi\, l’economia in recessione\, gli equilibri in crisi\, i barconi ad asciugare al sole e i topi nei centri di accoglienza\, i compagni di classe spariti\, i colleghi licenziati\, i negozi di alimentari sprangati\, quei banchi all’università\, le vie della città.”\nLe Funambole sono 21 donne che desiderano diffondere il più possibile la cultura della parità di genere contrastando con azioni concrete la discriminazione e la violenza sulle donne.\nLe fondatrici sono attrici\, psicoterapeute\, lavoratrici sociali\, scrittrici\, attiviste\, giornaliste\, educatrici.\nLa Casa delle Donne Lucha y Siesta è un luogo materiale e simbolico di autodeterminazione delle donne contro ogni discriminazione di genere.
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SUMMARY:Lezione di Pilates solidale a sostegno di Lucha y Siesta
DESCRIPTION:In questa Mat Class di Pilates cercheremo di affrontare gli 8 principi fondamentali del Pilates:\nConsapevolezza\, Equilibrio\, Respirazione\, Concentrazione\, Centro\, Controllo\, Efficienza\, Flusso in una lezione aperta a tutti i livelli e in sostegno della Casa Delle Donne Lucha Y Siesta.\nContributo per la lezione euro 10\,00\nPer questa occasione tessera associativa euro 5\,00\nIl ricavato andrà a sostegno della campagna #diamoluchaallacittà
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SUMMARY:Wasted di Kate Tempest • Bluemotion / Presentazione e aperitivo
DESCRIPTION:*** Verso WASTED di Kate Tempest / Bluemotion. Presentazione\, aperitivo e dj set per Lucha y Siesta ***\nSabato 11 gennaio negli spazi di Lucha y Siesta si terrà un aperitivo di introduzione alla poesia di Kate Tempest e allo spettacolo Wasted di Kate Tempest / Bluemotion\, in scena dal 14 al 26 gennaio al Teatro India\, Roma.\nDalle ore 18.30: Reading / Aperitivo / Dj set\nPartecipano all’incontro Giorgina Pi \, Sylvia De Fanti\, Xhulio Petushi\, Gabriele Portoghese\, Sara De Simone\, Francesca Corona.\nDj set a cura di Bluemotion a sostegno di Lucha y Siesta.\n+++ A fine incontro\, si potrà richiedere la riduzione del biglietto per lo spettacolo Wᴀsᴛᴇᴅ / Teatro India lasciando il proprio nome e cognome a un apposito banchetto. +++\nKate Tempest\nKate Esther Calvert\, (1985)\, in arte Kate Tempest\, è una rapper\, poetessa\, scrittrice e performer nata nella periferia a sud est di Londra. Negli ultimi anni ha raggiunto la notorietà in patria e all’estero grazie alle sue opere in cui narra la sua generazione. Droga\, disoccupazione\, nichilismo\, ma anche prospettive negate e scontentezza sono al centro delle sue creazioni artistiche. Testi che diventano canzoni rap graffianti\, ma anche poesie che le sono valse premi prestigiosi come il Ted Hughes Award. La rabbia che Kate Tempest esprime con ogni mezzo a sua disposizione è esplosiva\, ma trasmette anche una speranza: che dalle macerie del mondo nasca qualcosa di nuovo e migliore. A soli sedici anni Kate Tempest si è esibita per la prima volta. Nel 2011 incide il primo album Balance con la sua band\, i Sound of Rum\, che la seguono ancora nei suoi tour da solista inaugurati con l’album Everybody Down nel 2014. Riempie gli stadi e va su MTV. Nel frattempo i suoi libri di poesie vanno in classifica\, le sue performance di spoken-words registrano il tutto esaurito. Nel 2014 la Poetry Society la inserisce tra i poeti della nuova generazione.\n••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••\nWASTED di Kate Tempest • uno spettacolo di BLUEMOTION\ntraduzione Riccardo Duranti\nideazione e regia Giorgina Pi\ncon Sylvia De Fanti\, Xhulio Petushi\, Gabriele Portoghese\nProduzione ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione / ANGELO MAI\nInfo ► Wᴀsᴛᴇᴅ / Teatro India\nGiorgina Pi si confronta con un testo della rapper\, live performer\, poetessa e scrittrice che ha rivoluzionato la scena culturale inglese\, Kate Tempest\, voce esplosiva di una generazione sofferente divisa tra ambizioni e sogni infranti.\nPersi e consumati\, i protagonisti di questa storia ci trascinano in quella Waste Land che è diventata la nostra vita\, un deserto dove mai abbastanza giovani e mai abbastanza vecchi\, sembriamo destinati a non essere mai all’altezza.\nGiorgina Pi con Bluemotion porta in scena un testo della rapper\, live performer\, poetessa e scrittrice Kate Tempest\, già vincitrice del Ted Hughes Award ed esibitasi lo scorso luglio al Festival di Glastonbury\, che racconta di quel pezzo di società cresciuta pensando che cambiare la propria condizione iniziale fosse impossibile o così difficile da togliere forza alla fantasia che accadesse. Figli di una working class che si immagina destinata a rimanere tale\, due uomini e una donna commemorano il decimo\nanniversario della scomparsa del loro più caro amico.\nAssemblano ricordi\, tentano bilanci ma non riescono a salvare nulla di ciò che hanno vissuto.\n«Lavorando a questo testo abbiamo scelto di trasformare la\nLondra dell’autrice in un mondo meno connotato – racconta Giorgina Pi – abbiamo concentrato la dimensione temporale in dodici ore e scelto quattro pareti con chitarre e bassi come motore della storia. E allora dal tramonto all’alba\, in una città qualunque\,\na partire da una sala prove\, confessioni ed errori\, chitarre e pezzi arrangiati e interrotti mille volte\, si confondono con bilanci\, droghe e tentativi mancati di essere finalmente se stessi.\nProve che non diventano mai un concerto\, principianti esclusi e soli.\nMa continuano\, per come possono\, a provare». “Hold your own” – resta te stesso – è il famoso verso di Kate Tempest diventato poema e discorso pubblico in Inghilterra interpretato di fronte a centinaia di migliaia di persone.\nE Wasted è il momento esistenziale che lo precede\, è il disperato passo indietro per caricare l’impeto della rincorsa. È un’opera concepita in una lingua proteiforme che è poesia\, flussi di coscienza\, musica e squarci di minuta quotidianità. Un coro d’ispirazione antica\, interpretato dagli stessi personaggi ci restituisce l’umanità rarefatta che l’espressione “wasted” – polisemica e intraducibile – contiene. Persi e consumati\, i protagonisti di questa storia ci trascinano in quella Waste Land che è diventata la nostra vita\, un deserto dove mai abbastanza giovani e mai abbastanza vecchi\, sembriamo destinati a non essere mai all’altezza. «Questo spettacolo vuole onorare le esistenze che si sentono sprecate\, il dolore che si prova quando ci si sente condannati all’ineluttabilità di una vita non scelta\, predestinati ad una condizione materiale e spirituale di infelicità. Kate Tempest è figlia di un operaio che quando lei aveva otto anni è riuscito con ostinazione a laurearsi in legge. L’esperienza positiva della sua vita l’ha incaricata a parlare e Wasted dà voce a una ferita diffusa che forse ha bisogno di essere nominata anche da noi\, ora.\nSprecati e soli ci ostiniamo nel tentativo di vivere il primo giorno\ndel resto della nostra vita comunque. Non è facile. Ma lo facciamo. È il caso allora di farlo insieme».
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SUMMARY:Se Lucha è in vendita\, compriamola insieme! - Yoga Solidale
DESCRIPTION:La Casa delle Donne Lucha y Siesta è un luogo materiale e simbolico di autodeterminazione delle donne contro ogni discriminazione di genere. Un esperimento innovativo e riuscito: un progetto politico che promuove nuove formule di welfare e di rivendicazione dei diritti a partire dal protagonismo femminile; un progetto ibrido tra casa rifugio\, casa di semiautonomia e centro antiviolenza; un progetto nato dalla lotta e dall’autorganizzazione delle donne che da più di 11 anni fornisce informazione\, orientamento\, ascolto e accoglienza alle donne che ne hanno necessità. Lucha y Siesta è anche uno spazio di socialità\, condivisione di esperienze e competenze che si manifestano attraverso una ricca tessitura di attività culturali e laboratoriali.\nLucha y Siesta adesso è in pericolo. L’immobile che abbiamo strappato all’abbandono\, che da undici anni viviamo e sosteniamo\, fa parte del Piano di concordato\, quindi è uno dei luoghi messi in vendita per pagare la mala gestione di Atac e fare cassa sulla pelle delle donne. A settembre è nato il Comitato Lucha alla città\, che ad oggi conta 1000 adesioni di singoli e 60 associazioni: se Lucha y Siesta è in vendita\, compriamola insieme.
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SUMMARY:Matite per Lucha. Asta benefit per Lucha alla città
DESCRIPTION:Sono tantissim* le artiste e gli artisti che in questi mesi hanno aderito e sostengono con passione e determinazione il progetto del Comitato Lucha alla città per la difesa della Casa delle Donne Lucha y Siesta.\nNell’ottica di valorizzare\, dare riconoscimento e spazio al prezioso lavoro di quest* artist*\, il Comitato ha organizzato\, in partenariato con ARFestival\, MATITE PER LUCHA\, un’asta benefit per Lucha alla città che si terrà domenica 15 dicembre alle ore 21 presso il Teatro India – Teatro di Roma.\nLa nostra banditrice sarà Gioia Salvatori (Cuoro) e verranno messe all’asta le illustrazioni originali di questa marea di artist*\nAltan\nRachele Aragno\nFlaviano Armentaro\nSimona Binni\nFlavia Biondi\nToni Bruno\nAnna Cercignano\nSara Colaone\nDiamond\nMariachiara Di Giorgio\nGIPI (Gian Alfonso Pacinotti)\nGud\nGrazia La Padula\nHogre\nLa Tram Margo Tramutoli\nLRNZ\nJulie Maroh\nGiorgia Marras\nIsabella Mazzanti\nSarah Mazzetti\nSara Menetti\nDavid Messina\nKalina Hristova Muhova\nLeo Ortolani Official and Gentleman\nRita Petruccioli\nFrancesca Protopapa\nSilvia Rocchi\nFederico Rossi Edrighi\nSara Pichelli\nLaura Scarpa\nSio Scottecs\nSolo\nAlessio Spataro\nTurconi e Radice\nVanna Vinci\n(Z)ZeroCalcare\nSilvia Ziche\nZuzu\nPartners:\nARFestival\nLetture Metropolitane
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SUMMARY:Drink and Draw Showcase Edition per Lucha y Siesta
DESCRIPTION:Un ring. Otto fumettiste e fumettisti mascherati. Una sfida in due round per creare illustrazioni che vi metteranno a tappeto!\nSiamo felici di invitarvi giovedì 12 dicembre dalle 19:00 a questa edizione speciale del Drink&Draw. Uno showcase che vedrà i rappresentanti e le rappresentanti dei 5 studi romani più conosciuti sfidarsi per realizzare illustrazioni che saranno messe all’asta in collaborazione con ARFestival a sostegno del collettivo di Lucha y Siesta. Agguerrite #luchadoras si sfideranno a colpi di matita: sul ring insieme a loro Riccardo Corbò – che avrà il compito di arbitrare la sfida – e altri ospiti. E se non avete ancora avuto modo di acquistare l’album di figurine All’attacco – storie da collezionare keep calm: lo troverete giovedì sera da noi nella BiblioÀP!\nCome in ogni Drink&Draw che si rispetti non mancherà il vino\, con l’aperitivo a cura di Resistenze Naturali.\nVi aspettiamo per una serata imperdibile e per dare Lucha alla città!\nGrazie a David Messina\, Rita Petruccioli\, BABY RUTH studio\, Skeleton Monster\, Studio Alcentopercento\, Gentlemen KAIJU Club e Studio A Castello.\nIn collaborazione con Associazione daSud.\n//\nGIOVEDÌ 12 DICEMBRE 2019\nORE 19:00\nBIBLIOÀP\nvia Contardo Ferrini 83\nMetro A – Subaugusta\n//\nEntrata libera con tesseramento FITel al costo di 5 euro. Per ogni nuova tessera un calice di vino in OMAGGIO!\n#luchanonsivende #diamoluchaallacittà #fumetti #disegno #collettivomagville #liveperformance #succedeallabiblioàp
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SUMMARY:All'attacco! Storie da collezionare aperitivo in musica
DESCRIPTION:L’album di figurine illustrate “All’attacco\, storie da collezionare”\, realizzato dal collettivo di donne del municipio Roma VIII a sostegno della casa della donna Lucha y Siesta\, vi invita ad un aperitivo presso il ristorante Altrove in compagnia di\nLivia Ferri e Emanuela Fanelli\, che ci allieteranno con musica e parole.\nVi aspettiamo!\nPS Portate i vostri doppioni da scambiare
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SUMMARY:Festa dell'Arte e della creatività III
DESCRIPTION:L’Associazione L’ Isola dell’Arte e la Casa delle donne Lucha y Siesta insieme per una Festa all’insegna della #creatività\, la giornata sarà ricchissima dal mattino al tramonto.\, con concerti\, laboratori e il mercato artigianale di #Natale.\nL’Isola dell’Arte è un’oasi dove rigenerare anima e corpo grazie all’Arte. Troverai tutti gli strumenti per questo scopo\, dai corsi agli eventi\, alle semplici occasioni per stare insieme. L’Isola dell’Arte è un sogno che dura da 10 anni nutrito di passione e successi.\nhttps://www.isola-arte.com/\nLucha y siesta è una casa delle donne autogestita\, uno spazio di accoglienza\, orientamento e ascolto per ogni donna e un luogo di elaborazione e confronto sui temi legati alla questione di genere.\nhttps://luchaysiesta.wordpress.com/\nCi troviamo proprio all’uscita della fermata METRO linea A Lucio Sestio\nC’è chi fa quadrato noi facciamo rete.\nIngresso a sottoscrizione libera e consapevole\nPer info sul mercato scrivere a :\nmoncicci70@gmail.com OGGETTO: 8 DICEMBRE\nGrazie!\n—————————————-\nProgramma in aggiornamento\nOre 10:00\nApertura con mercato artigianale.\nOre 10:30\nEsposizione di pittura e disegno con il M° Nicola Ciolfi e il laboratorio dell’Isola dell’Arte.\nOre 11:00\nOpen-stage pt.1 – spazio nuove realtà musicali a cura di Dare Voce.\nAcustmeca Trio in concerto. Una formula particolare: solo medley.\nLa grande musica\, il tributo ai nostri grandi cantautori.\nDa non perdere. Ore 11:00\, zona live dopo gli stand artigianali.\nOre 12:00\nConcerto del coro Shining Souls\nOre 12.30\nINZUPPA piatti dal mondo di Lucha e sfizi culinari per tutta la giornata con dolci\, thè e tisane calde.\nOre 15:00\nLaboratorio di auto-costruzione di decorazioni natalizie per bambini aperto a tutti.\nOre 16:00\nOpen-karaoke.\n16:30\nOpen-stage pt.2 – spazio nuove realtà musicali a cura di Dare Voce.\n17:00 Claudio Zilli [Cantautore della famosa “scuola romana”. Da non perdere!]\n17:30 Kari & Giuseppe Cusano [Dal pop al rock passando per la tecnica chitarrista e il cantautorato. Due mondi diversi uniti dalla stessa passione per la musica]\n18:00 Patrizio Maria [Cantautore e chitarrista di razza. La sua musica vi incanterà per sempre!]\nDalle 18:30 circa la zona live è totalmente libera: fatti sentire!\nOre 19:00\nFine\, saluti e abbracci.
URL:https://luchaysiesta.org/evento/festa-dellarte-e-della-creativita-iii/
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