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SUMMARY:Ricordiamo Alessandra Capone... aspettando la Gira Zapatista
DESCRIPTION:A quasi un anno dalla sua scomparsa\, vogliamo continuare a tenere vivo il ricordo della nostra amica Alessandra Capone nello spazio da lei amatissimo della Casa delle Donne Lucha y Siesta\nMercoledì 14 verso le 18.30 nella biblioteca Biblys della Casa inaugureremo un fondo dedicato con i libri di Alessandra.\nProseguiremo piantando un albero in sua memoria poi\nin serata sosterremo insieme la Gira Zapatista con la prima presentazione del libro “El acuerdo es vivir. Interventi e comunicati delle donne ribelli dell’Ezln” a cura del nodo solidale (ElementiKairos editore).\n Finiamo in bellezza cenando nel giardino di Lucha\, con piatti speciali preparati per noi da una squadra di cuochǝ –> prenotati via mail (È IMPORTANTE!) segreterialys@gmail.com
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SUMMARY:Basta Ribassi! LEGGE ZAN SUBITO
DESCRIPTION:Ci siamo! Il 13 Luglio inizierà in Senato la discussione per la Conversione in legge del ddl Zan. Saremo quindi in piazza Vidoni dalle 16\, in contemporanea con i lavori parlamentari per ribadire il messaggio unitario del movimento #lgbtqia+ che ha dato vita a una mobilitazione nazionale di 3gg per ribadire con forza che non accettiamo nessuna mediazione sulle nostre vite! #DdlZan_Legge_Subito #zansenzacompromessi\nADESIONI:\nAGEDO Nazionale\nAGEDO Roma\nAssociazione Famiglie Arcobaleno Associazione Melitea\nCattive Ragazze\nCircolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli\nCollettivo Marielle Roma Tre\nCollettivo UgualMente Frosinone\nDa’ Voce al Rispetto\nDi’ Gay Project\nGaynet Italia\nGaynet Roma\ni Sentinelli di Roma\nLibellula\nLibere soggettività trans* – NUDM\nLink Roma\nLucha y Siesta\nNon Una Di Meno – Roma\nPrisma\nRete Genitori Rainbow\nRete Studenti Medi\nUnione degli Studenti\nUAAR – Unione Atei Agnostici Razionalisti Roma\nUfficio Nuovi Diritti CGIL Nazionale\nUfficio Nuovi Diritti CGIL Roma e Lazio
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SUMMARY:Women in Comics - Drawing Power
DESCRIPTION:Quarto appuntamento della serie di talk curati dall’autrice Rita Petruccioli e dalla giornalista Francesca Torre\, nel percorso tematico legato alla mostra WOMEN IN COMICS in programma a Roma\, a Palazzo Merulana.\n Giovedì 10 giugno alle ore 18\, LIVE sulle pagine facebook di ARF!\, COMICON e Ambasciata USA\, Rita Petruccioli incontra Trinidad Escobar per: DRAWING POWER – Raccontare la violenza a fumetti. Talk con la moderazione della Casa delle donne Lucha y Siesta
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SUMMARY:Dal #MeToo alla valorizzazione delle intelligenze femminili - Tavola rotonda
DESCRIPTION:Giunto alla sua tredicesima edizione\, quest’anno il Cineforum di Lucha y Siesta inizia con un incontro speciale e soprattutto è dedicato a una persona speciale\, la regista 𝘔𝘢𝘳𝘵𝘪𝘯𝘢 𝘋𝘪 𝘛𝘰𝘮𝘮𝘢𝘴𝘰 che non solo abbiamo avuto ospite nel 2019 con il suo bellissimo documentario Via della felicità\, ma che ci ha regalato la sua amicizia\, il suo sguardo e la sua sensibilità per raccontare Lucha. Il suo corto VICINE\, nato da un’idea di Francesca Torre\, verrà proiettato in questa occasione.\nLa Tavola Rotonda DAL #METOO ALLA VALORIZZAZIONE DELLE INTELLIGENZE FEMMINILI segna l’avvio di 𝐀𝐥 𝐝𝐢 𝐥à 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐢 – 𝐅𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭à\, un nuovo progetto culturale e formativo che lavora su due linguaggi artistici affini\, il cinema e il teatro\, e si sviluppa in due luoghi diversi ma sinergici\, la Casa delle Donne Lucha y Siesta e l’Istituto Cine-TV Roberto Rossellini.\nGiovedì 3 giugno alle ore 18.30 avremo ospiti nel giardino di Lucha y Siesta:\n𝐀𝐝𝐞𝐥𝐞 𝐓𝐮𝐥𝐥𝐢\, regista\n𝐒𝐞𝐫𝐞𝐧𝐚 𝐀𝐥𝐟𝐢𝐞𝐫𝐢\, produttrice\n𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚 𝐒𝐟𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚\, produttrice e scrittrice\n𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐌𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢\, sceneggiatrice\n𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐈𝐨𝐯𝐢𝐧𝐞\, montatrice\nL’obiettivo di questo in incontro – moderato per Lucha y Siesta da Chiara Franceschini con Giulia Moriggi e Francesca Torre – è mettere a tema ostacoli e criticità con delle professioniste del settore e contemporaneamente costruire spazi di solidarietà e organizzazione tra le donne.\nAffrontare gli stereotipi di genere all’interno dell’industria cinematografica significa innanzitutto riconoscere e combattere le discriminazioni e le dinamiche di assoggettamento che molto spesso le donne si ritrovano a vivere; significa portare alla luce le difficoltà e gli ostacoli che le donne devono fronteggiare per ricoprire ruoli storicamente affidati agli uomini e non solo\, significa anche mettere in discussione l’immaginario stesso che il cinema propone. Parlare di libertà e autodeterminazione delle donne nel mondo del cinema vuol dire sfidare i pregiudizi e i preconcetti che si nascondono dietro e davanti la macchina da presa.\nTutti gli appuntamenti del cineforum quest’anno coinvolgeranno pubblico e professioniste in un dialogo sul presente affrontando\, attraverso visioni e dibattiti\, temi come le discriminazioni\, la\ndisabilità e il genere\, il sex work e la sessualità non binaria\, la maternità e il desiderio di non maternità\, le donne nello sport\, la scena musicale femminile underground\, la solidarietà femminile.\nLa Tavola rotonda andrà in diretta streaming grazie alla collaborazione di LabTv ma il giardino della Casa torna ad aprirsi (con presenze chiaramente limitate) PREVIA PRENOTAZIONE VIA MAIL aldiladeigeneri@gmail.com\nIl cineforum inizia martedì 8 giugno (l’evento sarà online a breve).\n\nIl progetto Al di là dei generi – Femminismi dall’immaginario alla realtà ha vinto il bando della Regione Lazio Progetti per la conservazione e promozione della storia e cultura delle donne (DGR N. 573 del 2019)
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SUMMARY:LA LUCHA NON SI FERMA MAI
DESCRIPTION:𝖫𝖠 𝖫𝖴𝖢𝖧𝖠 𝖭𝖮𝖭 𝖲𝖨 𝖥𝖤𝖱𝖬𝖠 𝖬𝖠𝖨\n𝕦𝕟𝕒 𝕘𝕚𝕠𝕣𝕟𝕒𝕥𝕒 𝕔𝕠𝕟 𝕃𝕦𝕔𝕙𝕒 𝕪 𝕊𝕚𝕖𝕤𝕥𝕒 𝕖 𝔸𝕟𝕘𝕖𝕝𝕠 𝕄𝕒𝕚\ndalle 12 alle 22\,30\n𝖠𝗅𝗅’𝖠𝗇𝗀𝖾𝗅𝗈 𝖬𝖺𝗂 𝖾̀ 𝗉𝗈𝗌𝗌𝗂𝖻𝗂𝗅𝖾 𝗆𝖺𝗇𝗀𝗂𝖺𝗋𝖾 (𝗉𝗂𝖺𝗍𝗍𝗂 𝖼𝖺𝗅𝖽𝗂 𝖾 𝖿𝗋𝖾𝖽𝖽𝗂 𝗏𝖾𝗀𝖾𝗍𝖺𝗋𝗂𝖺𝗇𝗂/𝗏𝖾𝗀𝖺𝗇𝗂/ 𝗌𝖾𝗇𝗓𝖺 𝗀𝗅𝗎𝗍𝗂𝗇𝖾)\, 𝖻𝖾𝗋𝖾 (𝗏𝗂𝗇𝗂 𝖻𝗂𝗈𝗅𝗈𝗀𝗂𝖼𝗂\, 𝖼𝖾𝗇𝗍𝗋𝗂𝖿𝗎𝗀𝗁𝖾\, 𝗅𝗈𝗇𝗀 𝖽𝗋𝗂𝗇𝗄𝗌\, 𝖻𝗂𝗋𝗋𝖺)\, 𝗋𝗂𝗉𝗈𝗌𝖺𝗋𝖾 𝖾 𝗌𝗍𝖺𝗋𝖾 𝖻𝖾𝗇𝖾 𝗂𝗇 𝗀𝗂𝖺𝗋𝖽𝗂𝗇𝗈 𝗂𝗇 𝖼𝗈𝗆𝗉𝖺𝗀𝗇𝗂𝖺 𝖽𝗂 𝖼𝗎𝖼𝖼𝗂𝗈𝗅𝗂 𝗎𝗆𝖺𝗇𝗂 𝖾 𝖺𝗆𝗂𝖼𝗂𝗓𝗂𝖾 𝖺 𝗊𝗎𝖺𝗍𝗍𝗋𝗈 𝗓𝖺𝗆𝗉𝖾.\ndalle 12 alle 20\nRɪᴛʀ’ᴀᴛᴛɪ Pᴏᴇᴛɪᴄɪ ᴀ ᴄᴜʀᴀ ᴅɪ Fɪᴏʀᴀ Bʟᴀsɪ ᴇ Lᴀᴜʀᴀ Rɪᴄᴄɪᴏʟɪ\nFiora Blasi e Laura Riccioli creeranno dei ritratti poetici a partire dai volti delle bambine e dei bambini (e non solo!) che incontreranno negli spazi dell’Angelo Mai.\n“Ritr’atti Poetici nasce da piaceri e desideri molto semplici: il piacere che provo nel fare i ritratti\, il piacere di guardare negli occhi\, quegli occhi\, quelle curve\, quel punto tra le labbra\, come cadono i capelli\, come stai? cosa ti piace? ti va se provo a raccontarti con la matita in questo breve tempo qui\, ora? Chissà se ci riesco\, mi piacerebbe provarci\, giocare a poter raccontare le strade del tuo volto in qualche minuto\, starci in equilibrio come una funambola\, vedere dove ci portano. Il piacere di avere accanto Fiora Blasi e a sua volta il suo piacere di tessere piccole trame di parole delicate su misura di chi gli sta davanti e ogni volta notare che chi riceve quelle parole insieme a quei tratti si è sentito coccolato. Nasce dal desiderio di fare cose belle con gli amici\, attraverso le loro competenze\, la loro sensibilità\, il loro senso della bellezza\, la meraviglia di trovarsi occhi negli occhi ed essere guardati mentre si guarda. E’ un progetto semplice\, leggero\, in divenire\, a cui teniamo.”\nLaura Riccioli\nore 16.30\nPʀᴇsᴇɴᴛᴀᴢɪᴏɴᴇ ʟɪʙʀᴏ “Lᴀ ʟᴜɴᴀ ᴄʜᴇ ᴍᴜᴏᴠᴇ ʟᴇ ᴍᴀʀᴇᴇ”\nL’assalto al patriarcato a cura di Constelacion Feminista e Lucha y Siesta\nUn’indagine sulla geografia del dissenso femminista dentro e oltre la pandemia\, dagli scioperi transnazionali alla casa-fabbrica. È La luna che muove le maree (AgenziaX\, 2020) raccolta di scritti firmati da alcune delle fondatrici del movimento Ni Una Menos Facendo irruzione nello spazio pubblico\, abbiamo riportato a galla la memoria ancora viva di sindacaliste\, operaie femministe della pampa salitrera\, donne protettrici della terra\, dell’acqua e dei semi\, trans\, artiste\, intellettuali\, partigiane\, mapuche e proletarie…Dall’America Latina agli Stati Uniti\, passando per l’Europa\, le mobilitazioni femministe e transfemministe hanno creato nuove forme di pratica politica. Una marea ribelle ha inondato le strade di migliaia di città\, tessendo mappe di alleanza\, solidarietà e convergenza.\nIn che modo il movimento femminista si unisce ad altre forme di lotta del presente? Come creare un fronte comune e trasversale contro la precarizzazione\, l’espropriazione e lo sfruttamento su basi razziali\, di classe e di genere?\nPartendo da alcuni punti nevralgici delle mobilitazioni (Argentina\, Messico\, Stati Uniti\, Uruguay\, Italia\, Brasile e Cile)\, le autrici ci accompagnano nell’esplorazione di una geografia di insubordinazione e dissenso che prende avvio dalle lotte delle compagne latinoamericane di Ni Una Menos fino a coinvolgere altri corpi e altri territori e a farsi pratica collettiva e intelligenza condivisa attraverso lo strumento dello sciopero.\nore 18.30\nAssᴇᴍʙʟᴇᴀ ᴀᴘᴇʀᴛᴀ sᴜʟʟ’ɪɴᴛʀᴇᴄᴄɪᴏ ᴛʀᴀ ᴛʀᴀɴsғᴇᴍᴍɪɴɪsᴍᴏ ᴇ ʙᴇɴɪ ᴄᴏᴍᴜɴɪ. Fᴏᴄᴜs sᴜ ᴇᴄᴏɴᴏᴍɪᴀ\, ᴅᴇʙɪᴛᴏ ᴅɪ ᴄᴜʀᴀ ᴇ ɪᴍᴘᴀᴛᴛᴏ sᴏᴄɪᴀʟᴇ.\nNel percorso di costruzione di un bene comune transfemminista ci siamo interrogatз sul valore di esperienze complesse come Lucha o l’ ANGELO MAI.\nSi tratta di valutarne l’impatto (veramente) sociale e di indagare insieme l’opportunità o meno di quantificare un’esperienza forte e profonda\, intima e collettiva attraverso concetti quali debito di cura\, tempo speso\, relazioni tenute.\nIl femminismo ci insegna che la cura è stata sempre delegittimata\, sottofinanziata dal settore pubblico\, affidata al mercato\, rimandata al lavoro gratuito delle donne e di altri soggetti.\nCi sembra che in maniera simile la cultura soffra il mancato riconoscimento del ruolo centrale che dovrebbe\, invece\, rivestire senza se e senza ma.\nNell’economia tradizionale la cura come la cultura sono invisibili perché lontane dal paradigma di massimizzazione delle risorse e di sfruttamento dei vantaggi in termini di capacità produttive.\nNel ragionare ancora\, quindi\, ci chiediamo se il pensiero sulle pratiche agite debba incontrarsi con alcune forme di quantificazione utili a diffondere l’importanza delle nostre esperienze e rivendicare ancora la legittimità delle nostre lotte.\nCome misurare qualcosa che pare invisibile? Quali sono gli indicatori per restituire in numeri ciò che è viene agito giorno dopo giorno nei nostri spazi liberi?\nCome si incontrano l’ottica e i tempi\, le trasformazioni\, le fasi femministe e transfemministe con la quantificazione del tempo come ce lo hanno imposto?\nCome investire risorse senza favorire lo sfruttamento dei nostri corpi e delle nostre vite?\nCome diffondere la cultura della cura e la cura della cultura?\nVogliamo condividere queste riflessioni con tutte le realtà e le soggettività che hanno voglia di proseguire con noi la strada del percorso di progettazione partecipata di Lucha 2.0\, bene comune transfemminista.\nore 20\,30\n𝔻𝕁 𝕊𝔼𝕋 𝕕𝕚 𝔹𝕦𝕟𝕟𝕪 𝔻𝕒𝕜𝕠𝕥𝕒 [𝕀𝕟𝕕𝕦𝕤𝕥𝕣𝕚𝕒 𝕀𝕟𝕕𝕚𝕡𝕖𝕟𝕕𝕖𝕟𝕥𝕖 / 𝕞𝕖𝕣𝕖𝕟𝕕𝕖]\nBunny Dakota aka Martina Ruggeri crea ambienti e paesaggi\, dando vita a universi immaginari aperti da abitare insieme\, reinventa generi e mescola estetiche traducendo in suoni il battito della realtà. Traccia mondi fittizi fatti di sud\, droni\, suoni macchinici\, elettricità\, alte maree\, magia nera\, beat\, sensualità scomposta\, commistionati con parola poetica e cinematografica\, registrazioni quotidiane e archivi sonori. Negli anni performa in festival e club e crea con Industria Indipendente l’happening MERENDE_queer oasis di cui è dj resident e maîtresse. Per l’Angelo Mai propone : semisdraiata djsex\, un dj set per spogliarsi\, fantasticare\, sciogliere i corpi\, confondersi con altr*.\n𝖨𝖭𝖦𝖱𝖤𝖲𝖲𝖮 𝖱𝖨𝖲𝖤𝖱𝖵𝖠𝖳𝖮 𝖠𝖨 𝖲𝖮𝖢𝖨 𝖳𝖤𝖲𝖲𝖤𝖱𝖠𝖳𝖨 𝖠𝖱𝖢𝖨\n𝖠𝗅𝗅’𝖠𝗇𝗀𝖾𝗅𝗈 𝖬𝖺𝗂 è 𝗉𝗈𝗌𝗌𝗂𝖻𝗂𝗅𝖾 𝗋𝗂𝗇𝗇𝗈𝗏𝖺𝗋𝖾 𝗅𝖺 𝗍𝖾𝗌𝗌𝖾𝗋𝖺 𝖠𝗋𝖼𝗂 𝗈 𝗂𝗌𝖼𝗋𝗂𝗏𝖾𝗋𝗌𝗂 𝗉𝖾𝗋 𝗅𝖺 𝗉𝗋𝗂𝗆𝖺 𝗏𝗈𝗅𝗍𝖺. È 𝖺𝗇𝖼𝗁𝖾 𝗉𝗈𝗌𝗌𝗂𝖻𝗂𝗅𝖾 𝗉𝗋𝖾-𝗂𝗌𝖼𝗋𝗂𝗏𝖾𝗋𝗌𝗂 𝖺𝗅 𝗅𝗂𝗇𝗄\nhttps://portale.arci.it/preadesione/angelomai/\n𝗉𝖾𝗋 𝗉𝗈𝗂 𝗋𝗂𝗍𝗂𝗋𝖺𝗋𝖾 𝗅𝖺 𝗍𝖾𝗌𝗌𝖾𝗋𝖺 𝖽𝗂𝗋𝖾𝗍𝗍𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝖾 𝖺𝗅𝗅’𝖠𝗇𝗀𝖾𝗅𝗈 𝖬𝖺𝗂. 𝖫𝖺 𝗍𝖾𝗌𝗌𝖾𝗋𝖺 𝖠𝗋𝖼𝗂 𝖼𝗈𝗌𝗍𝖺 𝟨 𝖾𝗎𝗋𝗈 𝖾𝖽 è 𝗏𝖺𝗅𝗂𝖽𝖺 𝖿𝗂𝗇𝗈 𝖺𝗅 𝟥𝟢 𝗌𝖾𝗍𝗍𝖾𝗆𝖻𝗋𝖾 𝟤𝟢𝟤𝟣.𝖢 𝗈𝗇 𝗊𝗎𝖾𝗌𝗍𝖺 𝗍𝖾𝗌𝗌𝖾𝗋𝖺 𝗉𝗎𝗈𝗂 𝖺𝖼𝖼𝖾𝖽𝖾𝗋𝖾 𝖺 𝗎𝗇’𝗂𝗇𝗍𝖾𝗋𝖺 𝗌𝗍𝖺𝗀𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖽𝗂 𝖺𝗍𝗍𝗂𝗏𝗂𝗍à 𝖾𝗏𝖾𝗇𝗍𝗂 𝖾 𝗆𝖺𝗇𝗂𝖿𝖾𝗌𝗍𝖺𝗓𝗂𝗈𝗇𝗂 𝗉𝗋𝖾𝗌𝗌𝗈 𝗍𝗎𝗍𝗍𝗂 𝗂 𝖼𝗂𝗋𝖼𝗈𝗅𝗂 𝖠𝗋𝖼𝗂 𝖽’𝖨𝗍𝖺𝗅𝗂𝖺.
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SUMMARY:Per la legge Zan e molto di più: non un passo indietro - Mobilitazione nazionale
DESCRIPTION:PER LA LEGGE ZAN E MOLTO DI PIÙ: NON UN PASSO INDIETRO.\nIl disegno di legge per la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso\, sul genere\, sull’orientamento sessuale\, sull’identità di genere e sulla disabilità (conosciuto come DDL Zan) è ancora ostaggio della destra in Parlamento e contrastato dalle forze più reazionarie del Paese. Si continua a rimandarne la calendarizzazione in Senato\, si inventano tecnicismi assurdi e si raccontano fake news sulla legge. Al centro di questi giochetti politici\, come al solito\, ci sono le nostre vite e le nostre esistenze\, che non trovano però spazio e rappresentazione sui media\, sui giornali\, nelle discussioni sul DDL Zan.\nDa mesi ci mobilitiamo in tutte le piazze d’Italia\, rispettando tutte le misure anti-covid\, per dire che è arrivato il momento di ascoltare la voce delle donne\, della comunità LGBTQIA+\, del mondo trans-femminista e delle persone con disabilità. Siamo stanchə di subire una narrazione violenta condotta da chi vuole avere la libertà di odiarci\, di discriminarci\, di picchiarci\, di ucciderci e di invisibilizzare i nostri corpi e le nostre vite. Lo diciamo chiaramente: la violenza non è un’opinione.\nPretendiamo che questa legge venga immediatamente calendarizzata e approvata in Senato\, senza ulteriori modifiche e senza altri passi indietro\, come successo già anni fa con la legge sulle unioni civili (legge Cirinnà) e lo stralcio della stepchild adoption e come accaduto questa volta con l’inserimento di un articolo\, il salva-idee\, misura giuridica ridondante. Sappiamo quindi bene che questo disegno di legge è già un compromesso al ribasso tra partiti e arriva con un ritardo di trent’anni. Al suo interno si propongono aspetti penali e alcuni provvedimenti nell’ambito delle “azioni positive”. Crediamo sia necessaria l’approvazione così com’è del DDL Zan.\nCrediamo anche che non sia sufficiente una sola legge per risolvere problemi radicati profondamente nella cultura e nella società del nostro Paese\, dovendo intervenire quindi con più efficacia sugli altri fronti\, spesso solo accennati all’interno del DDL\, e per i quali serve un lavoro quotidiano e un totale ripensamento del presente\, per creare finalmente una cultura del rispetto e della valorizzazione delle diversità.\nAbbiamo un’altra idea di futuro e di società\, non abbiamo bisogno di sopravvivere all’interno di un mondo ciseteropatriarcale\, razzista\, sessista e abilista.\nDurante la pandemia\, sono aumentate le richieste di aiuto da parte di persone LGBTQIA+ e donne a causa di soprusi e vessazioni tra le mura domestiche. Conosciamo infatti le radici culturali e sociali di queste violenze strutturali e sistemiche\, che non si risolvono solo con una legge.\nNon possiamo per questo rinunciare a porci numerosi altri obiettivi per generare quel cambiamento sociale necessario alle nostra comunità: pretendiamo infatti educazione sessuale\, all’affettività\, al consenso e alle differenze nelle scuole di ogni ordine e grado\, che sia in grado di contrastare anche l’abilismo; vogliamo il pieno riconoscimento della responsabilità genitoriale per tuttə; vogliamo la piena parità e dignità anche per ogni identità di genere fuori dal binarismo uomo-donna e per ogni orientamento sessuale e/o affettivo. Vogliamo servizi pubblici capaci di rispondere alle esigenze della nostra comunità\, dalla formazione del personale sanitario e medico a quella di giudicə e avvocatə fino al diritto alla salute e alla sanità pubblica realmente per tuttə; dalle politiche sul lavoro fino all’allargamento del welfare state in grado di garantire la nostra dignità e la nostra piena autodeterminazione.\nReclamiamo consultori e centri antiviolenza autonomi\, autogestiti e transfemministi\, per donne e persone LGBTQIA+: andranno per questo monitorati bandi e fondi già messi in campo dalla legge affinché questi siano adeguati alle nostre esigenze e diffusi su tutto il territorio nazionale. Con i nostri corpi\, diremo che il sesso non è un destino e che le nostre vite contano\, rivendicando la dignità di ogni identità di genere fuori dal binarismo: vogliamo per questo la fine della rettificazione genitale alla nascita per le persone intersex\, la piena depatologizzazione dei percorsi di transizione; un ripensamento della legge 164/1982 e la piena applicazione della legge 194/1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza\, nonché una legge che vieti a chi pretende di curarci di praticare le cosiddette “terapie di riconversione”. Esiste inoltre il problema della sierofobia che allontana le persone della nostra comunità dall’accesso ai servizi sanitari. La pandemia ha evidenziato la necessità di investire sulla medicina territoriale e sulla sussidiarietà: abbiamo già gli strumenti sanitari per sconfiggere l’HIV/AIDS ma questo non sarà possibile senza finanziare opportunamente i checkpoint community-based\, investire su tracciamento\, trattamento e conoscenza (la cosiddetta strategia 90/90/90) a livello nazionale ma soprattutto rendere gratuito l’accesso alla PrEP (come avviene anche in altri paesi europei).\nInoltre\, per le persone migranti e rifugiate\, ad oggi è sempre più difficile richiedere asilo per discriminazione verso minoranze sessuali e di genere. Il razzismo incide in maniera forte su questa mancanza di tutele\, che noi invece riteniamo fondamentali: non possiamo e non vogliamo mettere da parte chi subisce omo-lesbo-bi-trans-intersex-afobia e attraversa i confini per salvarsi da quella stessa violenza che questa legge si propone di combattere.\nVogliamo anche una vera ed effettiva inclusione delle persone con disabilità all’interno della nostra società\, che passi da una vera inclusione lavorativa\, dalla creazione e il finanziamento di servizi assistenziali che garantiscano una vita indipendente. Vogliamo inoltre il riconoscimento\, la tutela e la giusta retribuzione dei caregiver\, che non sono né autisti né badanti di chi non è autosufficiente ma sovente parenti\, genitori o congiuntə e che sopperiscono alle mancanze dello Stato. Pretendiamo servizi scolastici adeguati\, niente più barriere nei luoghi di pubblica fruizione e nelle nostre città. Anche i mass-media devono lasciare spazio alle persone con disabilità\, affinché diventino protagoniste del quotidiano e non più ospiti (spesso da compatire o da ammirare) e\, con i loro corpi e le loro competenze\, possano gettare luce e far chiarezza su un mondo ancora misconosciuto dal “grande pubblico”.\nSiamo stanchə di vedere giochi al ribasso sulle nostre vite: il DDL Zan non è che un primo passo e ne esigiamo l’approvazione senza altri compromessi e passi indietro. La nostra presa di parola vale molto di più di chi scende in piazza a difesa del proprio diritto alla violenza che viene spacciata per libertà d’opinione. La nostra presa di parola vale molto di più\, perché è di noi che si sta parlando.\nLa mobilitazione vedrà una piazza generale a Roma\, in Piazza del Popolo\, il 15 maggio alle ore 16:00\, dove saranno riunite le rappresentanze di alcune delle realtà coinvolte\, e poi decine di altre piazze su tutto il territorio nazionale. Saranno rispettate le norme anti-covid per la cura di tuttə\, pur con una piazza performativa e irriverente.\nPer info e adesioni\nRiccardo 3283312261
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SUMMARY:Comunarde. Storie di donne sulle barricate
DESCRIPTION:Fiere\, appassionate\, immaginifiche\, potenti. Donne incredibili relegate in note a piè di pagina che oggi finalmente ritrovano il loro posto nella Storia. Con COMUNARDE (Armillaria Edizioni) Federica Castelli dà voce alle donne che hanno letteralmente creato la Comune di Parigi.\nCi sono mille fili che legano questo saggio appassionato a Lucha y Siesta e per questo siamo tanto più orgogliosз di ospitarne la primissima presentazione!\nNe parleremo con tre studiose e grandi amiche di Lucha:\n l’autrice 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢 (coordinatrice scientifica e docente del Master in Studi e Politiche di Genere\, redattrice di DWF e di IAPh Italia)\n 𝐆𝐢𝐚𝐝𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐮 (dottoranda in Scienze Politiche e Sociologia alla Scuola Normale Superiore\, fa parte del Centro di ricerca sui movimenti sociali e della redazione di DWF)\n 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐬𝐮𝐭𝐭𝐚 (assegnista di ricerca in Filosofia Politica all’Università del Piemonte Orientale\, fa parte del centro di ricerca Politesse – Politiche e teorie della sessualità dell’Università di Verona)\nLa presentazione verrà trasmessa in diretta dalla pagina facebook di Lucha y Siesta dalle 18\nIL LIBRO\nFormatesi politicamente e pubblicamente in un contesto storico che le negava in quanto donne\, le Comunarde hanno lottato per un’idea di collettività nuova\, seguendo percorsi inattesi\, fuori dalle narrazioni misogine dell’epoca. Hanno immaginato una società radicata su altre basi\, che permettesse uguaglianza e pieno esercizio della cittadinanza a stranieri e francesi\, borghesi e proletari\, uomini e donne. Nell’anno del 150° anniversario\, questo saggio riconosce la voce delle donne che hanno dato vita alla Comune di Parigi e al radicale mutamento dell’immaginario politico mantenendo lo sguardo sui corpi\, sulle esperienze materiali e sulle pratiche collettive. Alle generazioni successive ricordano che niente è mai acquisito quando si tratta di uguaglianza dei sessi\, che il progetto politico deve orientarsi in modo plurale e che i rapporti di genere si danno sempre su piani intricati e stratificati. Tutto ciò comporta rileggere questa esperienza con una postura femminista per rintracciare parole e azioni che parlino alla nostra contemporaneità. Più di tutto\, le Comunarde dimostrano che anche le donne hanno il diritto di essere rivoluzionarie
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SUMMARY:LA PRIMAVERA DEI BENI COMUNI - IV INCONTRO
DESCRIPTION:Prosegue il percorso cittadino: in questo quarto incontro con gli espertə affronteremo i temi legati al ruolo dei Municipi e alla trasparenza dei processi per arrivare insieme ad una proposta per Roma.\nPer partecipare scrivi a coalizioneperibenicomuni@gmail.com
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SUMMARY:Insegnare a trasgredire - Incontro su bell hooks
DESCRIPTION:“Come possiamo ripensare le pratiche di insegnamento nell’era del multiculturalismo? Cosa fare degli insegnanti che non vogliono insegnare e degli studenti che non vogliono imparare? Come affrontare il razzismo e il sessismo in classe? Intriso di passione politica\, Insegnare a trasgredire fonde la conoscenza pratica dell’insegnamento e la connessione profondamente avvertita con il mondo delle emozioni e dei sentimenti.”\nLucha y Siesta è felicissima di ospitare la presentazione di INSEGNARE A TRASGREDIRE di bell hooks (Meltemi Editore) organizzata con le CattiveMaestre e in collaborazione con la collana Culture Radicali curata dal gruppo Ippolita in cui il volume è pubblicato.\nIn questo incontro\, le CattiveMaestre proveranno a calare le riflessioni di bell hooks (nate nel contesto storico-sociale degli Stati Uniti degli anni ’80/’90) nella quotidianità in classe\, a leggerle a partire dalla loro esperienza e metterle in dialogo con le contraddizioni della scuola pubblica italiana.\nPer questo saranno con noi a discuterne:\n𝐑𝐚𝐡𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐞𝐤𝐞\, (autrice di una delle prefazioni di Insegnare a Trasgredire) urbanista di formazione\, attivista queer per i diritti e il protagonismo sociale delle diaspore.\n𝐑𝐚𝐡𝐦𝐚 𝐍𝐮𝐫\, nata in Somalia\, cresce a Roma e vive nella provincia romana; insegna nella scuola primaria a Pomezia. Scrive poesie e prosa. Suoi racconti e poesie sono stati premiati e pubblicati in antologie e riviste.\n𝐀𝐧𝐧𝐚 𝐃’𝐀𝐮𝐫𝐢𝐚\, dirigente scolastico e segretaria nazionale MCE (Movimento Cooperazione Educativa)\, componente del gruppo operativo del “Tavolo SALTAMURI. Educazione sconfinata per l’infanzia\, i diritti\, l’umanità”.\nL’incontro si terrà online alle ore 18 del 7 maggio.
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SUMMARY:Manifesto della cura - Presentazione online
DESCRIPTION:Manifesto della cura\ndi The Care Collective\nAlegre 2021\ncon Jennifer Guerra\, Chiara Franceschini (Lucha y Siesta) e Ariman Scriba\ngiovedì 15 aprile\nore 19:00\nin collaborazione con Libri Da Asporto\ne con Monk Club\, Roma\n—\n In diretta Facebook su Libreria Teatro Tlon.\n—\nLa pandemia ha svelato la centralità sociale dei lavori di cura: badanti\, infermiere\, lavoratrici domestiche\, fattorini\, rider e addetti alle pulizie hanno dominato per giorni la scena pubblica. Ma anche se di cura oggi si parla tanto\, l’incuria continua a regnare sovrana. Il sistema neoliberista l’ha infatti ridotta a questione individuale\, da comprare sul mercato\, con una progressiva privatizzazione dei servizi sanitari\, sociali e alla persona che privilegia i profitti sulle vite di tutte e tutti noi. Ma se i ricchi possono delegare i propri bisogni quotidiani a soggetti oppressi (donne e migranti) come possiamo dare vita a sistemi in cui l’interdipendenza degli uni dagli altri sia finalmente riconosciuta\, in forme solidali e paritarie?\nIl collettivo inglese Care Collective risponde a questa domanda individuando quattro cardini fondamentali per dare vita a comunità di cura: il mutuo soccorso\, lo spazio pubblico\, la condivisione di risorse e la democrazia di prossimità. Facendo tesoro delle buone pratiche dei movimenti femministi e ambientalisti propone una cura reciproca\, non paternalista né assistenzialista: una «cura promiscua»\, che non discrimina nessuno ed è fuori dalle logiche di mercato. L’obiettivo è arrivare a un vero e proprio «stato di cura» che non solo crea infrastrutture di welfare «dalla culla alla tomba» ma genera una nuova idea di democrazia orientata ai bisogni collettivi. Dimostrando che la cura è il concetto e la pratica più radicale che abbiamo oggi a disposizione.\n—\nThe Care Collective – È nato nel 2017 come gruppo di studio inizialmente orientato a comprendere e affrontare le diverse forme di crisi del concetto di cura. Ogni partecipante proviene da una diversa disciplina ed è stata/o attiva/o – individualmente e collettivamente – in vari contesti personali\, accademici e politici. Tra le/i membri vi sono Andreas Chatzidakis\, Jamie Hakim\, Jo Littler\, Catherine Rottenberg\, e Lynne Segal.\n—\nPer info:\nTel.: 06 4565 3446\nEmail: libreriateatro@tlon.it
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SUMMARY:La Primavera dei Beni Comuni.... continua
DESCRIPTION:Continua il percorso di partecipazione delle realtà romane in tema di beni comuni.\nL’incontro (e il percorso) è aperto a tutte le realtà che hanno a cuore il destino dei beni comuni.\nPartecipa anche tu\, insieme saremo più forti!\nScrivi a coalizioneperibenicomuni@gmail.com
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SUMMARY:LA PRIMAVERA DEI BENI COMUNI
DESCRIPTION:Cosa sta accadendo a Roma in tema di beni comuni e cittadinanza attiva? Perché in una fase storica che ne amplifica il bisogno non ne viene riconosciuto il valore sociale? Come cambiare modello e regole? Quale ruolo per le istituzioni e per i cittadini e le cittadine? Quali responsabilità?\nParte domenica 21 marzo 2021 il percorso cittadino\, condiviso\, che vuole dare una risposta a queste domande\, e a molte altre. Un percorso itinerante\, nei luoghi e nei temi affrontati.\n4 incontri di approfondimento (e diverse assemblee)\, per affrontare con l’aiuto di esperti ed esperte le criticità emerse con la delibera popolare\, che affiancheranno il percorso partecipato delle realtà di cittadinanza attiva con l’obiettivo di arrivare ad una proposta quanto più condivisa ancora più forte.\nIl ciclo di incontri è promosso da: Associazione Beni Comuni Stefano Rodotà\, Casa delle Donne Lucha y Siesta\, Casetta Rossa\, Coalizione per i Beni Comuni\, Comitato Parco Giovannipoli\, Enigma\, Ass. EX Lavanderia\, MOVI Lazio\, Nessun Dorma\, Scup\nPer partecipare invia una mail a coalizioneperibenicomuni@gmail.com
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SUMMARY:Eroine\, luchadoras e altre personagge mitiche
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SUMMARY:Femminicidi: la soluzione è politica. Tavola rotonda online
DESCRIPTION:𝘍𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘤𝘪𝘥𝘪: 𝘭𝘢 𝘴𝘰𝘭𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 è 𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘢.\n𝘛𝘢𝘷𝘰𝘭𝘢 𝘳𝘰𝘵𝘰𝘯𝘥𝘢 𝘰𝘯𝘭𝘪𝘯𝘦\nPromuove e coordina la Casa delle Donne Lucha y Siesta.\nIntervengono:\nDottoressa Maria Monteleone\, ex Procuratrice aggiunta di Roma e Coordinatrice del pool antiviolenza della Procura\nOn. Valeria Valente\, Presidente Commissione femminicidi del Senato\nMariangela Zanni\, Consigliera nazionale della rete D.i.RE. dei centri antiviolenza italiani\nOria Gargano\, Presidente di Be free Cooperativa sociale contro tratta\, violenza e discriminazioni\nNon Una di Meno Roma\n\nNel contrasto alla violenza di genere\, i cambiamenti positivi sono spesso frutto della pratica politica delle organizzazioni femministe\, in dialogo con altri movimenti\, e delle occasioni virtuose di interlocuzione con le istituzioni.\nLe associazioni scambiano strumenti e pratiche per trasformarli in rivendicazioni e lotte\, consapevoli che la via politica al contrasto alla violenza di genere debba precedere le misure di emergenza e i piani operativi che le istituzioni applicano.\nNella crisi pandemica si riducono intenzionalmente le risorse e le libertà delle donne nella sfera pubblica; fino ad oggi sono andati perduti 200.000 posti di lavoro e migliaia di percorsi di autonomia si sono interrotti a causa di maggiori e acute discriminazioni di genere\, che hanno cancellato gli obiettivi raggiunti fino a poco prima in termini di autonomia e autodeterminazione.\nI centri antiviolenza lavorano con crescenti difficoltà e con minori strumenti per costruire i percorsi di uscita dalla violenza delle donne seguite e non dispongono del necessario appoggio da parte della società e delle istituzioni\, dove trovano ancora spazio le dinamiche della violenza e degli abusi.\nStereotipi\, rivitimizzazione e stigma sono alcune delle dinamiche che intendiamo svelare per costruire un fronte comune che formuli politiche di genere strutturali in grado di intuire il valore delle case delle donne e degli spazi transfemministi\, presidi di democrazia e sostegno concreto per costruire gli anticorpi necessari alla cultura che produce il crescente numero dei femminicidi.\nQuesti sono\, in estrema sintesi\, i motivi per cui abbiamo deciso di costruire questa tavola rotonda e darci lo spazio e il tempo per approfondire i temi e delineare nuove strategie possibili.\n\n\nRingraziamo LabTv per l’organizzazione tecnica dell’evento.
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SUMMARY:Biancaneve nel Novecento... a Lucha y Siesta
DESCRIPTION:Biblys\, la biblioteca di Lucha y Siesta\, riprende le sue attività con il nuovo romanzo di Marilù Oliva\, BIANCANEVE NEL NOVECENTO.\nNe parliamo in diretta fb mercoledì 24 febbraio dalle 18.30 con l’autrice e Maria Rosa Cutrufelli.\nIL LIBRO\nGiovanni è un uomo affascinante\, generoso e fallito. Candi è una donna bellissima che esagera con il turpiloquio\, con l’alcol e con l’amore. E Bianca? È la loro unica figlia\, che cresce nel disordinato appartamento della periferia bolognese\, respirando un’aria densa di conflitti e di un’inspiegabile ostilità materna. Fin da piccola si rifugia nelle fiabe\, dove le madri sono matrigne ma le bambine\, alla fine\, nel bosco riescono a salvarsi. Poi\, negli anni\, la strana linea di frattura che la divide da Candi diventa il filo teso su un abisso sempre pronto a inghiottirla. Bianca attraversa così i suoi primi vent’anni: la scuola e gli amori\, la tragedia che pone fine alla sua infanzia e le passioni\, tra cui quella per i libri\, che la salveranno nell’adolescenza. Negli anni Novanta\, infatti\, l’eroina arriva in città come un flagello e Bianca sfiora l’autodistruzione: mentre sua madre si avvelena con l’alcol\, lei presta orecchio al richiamo della droga. Perché\, diverse sotto ogni aspetto\, si somigliano solo nel disagio sottile con cui affrontano il mondo? È un desiderio di annullarsi che in realtà viene da lontano\, da una tragedia vecchia di decenni e che pure sembra non volersi estinguere mai: è cominciata nel Sonderbau\, il bordello del campo di concentramento di Buchenwald. \nMostra meno
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SUMMARY:la lucha è FICA | CHEAP + Lucha y Siesta per Bande de Femmes
DESCRIPTION:in occasione di\n#BandedeFemmes 2020\nfestival del fumetto e illustrazione delle donne organizzato dalla libreria Tuba\nci vediamo (online) per\nLA LUCHA È FICA\nRita Petruccioli\nincontra\nCHEAP street poster art\n&\nLucha y Siesta\nlunedì 7 dicembre\nH 18.30\nsulla pagina Facebook di Bande de Femmes e Tuba bazar\, oltre che sul canale Youtube di Tuba
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SUMMARY:Presentazione online di "Cuore Allegro" di Viola Lo Moro
DESCRIPTION:Il 5 novembre alle ore 18.30 presenteremo online la raccolta poetica “Cuore Allegro” di Viola Lo Moro.\nLa diretta si svolgerà dalla Casa delle donne Lucha y Siesta versione zoom\, a questo link https://us02web.zoom.us/j/86241109873…\nDialogano con l’autrice Tiziana Triana e Serena Patrignanelli.\nÈ possibile acquistare una copia del libro al seguente link: https://www.bookdealer.it/libro/9788860045522/cuore-allegro\n—xxx—\nIl libro\nIl cuore anatomico è diviso in quattro camere. Questa raccolta poetica racconta quattro camere accumunate tra loro dalla presenza – a temperature diverse – di un sentire incarnato\, che si ostina a rilevare le asperità del tempo che passa\, i conflitti irrisolvibili e gli abbandoni.\nLa prima e l’ultima sezione sono legate insieme da una ricerca di avvicinamento a una identità precaria dell’io narrante: i sogni\, la memoria familiare\, i nomi\, le case. La parola poetica gira ossessivamente intorno a tutto ciò che non costituisce un io solido e si sostanzia di oggetti e di immagini concrete (animali\, fili elettrici\, liste della spesa\, viscere) come a svelarne – per contrasto – la caducità. Tutto esiste quindi tranne l’identità\, anche se – proprio in questa approssimazione epidermica – è possibile infine rintracciare un mosaico a specchio infranto di una ricerca perpetua.\nLe due sezioni intermedie hanno a che fare con gli affetti e le relazioni.\nLa seconda camera è quella della relazione con alcuni momenti precisi in cui la poeta ha assistito al passaggio di una persona cara dalla vita alla morte. Dominano i contrasti tra luce e ombra\, il tempo è scandito da orologi a ricarica e gocce di flebo. Il cuore rallenta.\nNella terza camera l’io narrante si confronta con i corpi immersi nella dimensione sensuale e amorosa. Accanto alla carne viva degli atti d’amore\, come per giustapposizione\, emerge una lacerazione data dall’abbandono costante di una prospettiva comune. Ancora una volta torna la solitudine nella città come dimensione costruita in contrapposizione con il desiderio di abitare insieme quello spazio dei sentimenti e del tempo.\n—xxx—\nL’autrice\nViola Lo Moro è nata a Roma il 20 Dicembre del 1985. Si è laureata in letteratura moderna e contemporanea e specializzata in letterature comparate. È una delle socie della libreria delle donne di Roma\, Tuba\, della quale cura la programmazione. È\, insieme ad altre\, ideatrice e organizzatrice del festival delle scrittrici “InQuiete”. Ha scritto e scrive articoli per riviste letterarie e femministe (Leggendaria\, DWF\, Letterate Magazine\, Femministerie)
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SUMMARY:Lucha y Crea - Rome Art Week
DESCRIPTION:La Casa delle Donne Lucha y Siesta è un luogo materiale e simbolico di autodeterminazione\, contro ogni discriminazione di genere. Un esperimento innovativo e riuscito: un progetto politico che promuove nuove formule di welfare e di rivendicazione dei diritti; un progetto ibrido tra casa rifugio\, casa di semiautonomia e centro antiviolenza; un progetto nato dalla lotta e dall’autorganizzazione\, che da più di 12 anni fornisce informazione\, orientamento\, ascolto e accoglienza alle donne che ne hanno necessità.\nLucha y Siesta è anche uno spazio di socialità\, condivisione di esperienze e competenze che si manifestano attraverso una ricca tessitura di attività culturali e laboratoriali.\nÈ in questo contesto che una vasta comunità di artist* ha scelto di condividere esperienze\, riflessioni e lotta politica attraverso molteplici forme creative.\nNegli ultimi anni Lucha y Siesta ha dovuto mettere in campo tutta la sua energia creativa per rispondere alle continue minacce di chiusura. La risposta dal mondo dell’arte è stata forte e fondamentale.\nPer continuare\, insieme\, la battaglia in difesa dello spazio\, è importante ricordarci perché siamo qui. Per cosa stiamo lottando? Per quali diritti\, contro quali oppressioni?\nLa selezione di artist* che viene oggi presentata in occasione della Roma Art Week\, ha provato a rispondere\, creando un immaginario visivo collettivo dove ogni singola opera trova continuità e relazione con l’altra. Un immaginario che delinea nuovi confini di un mondo possibile.\na cura di Tracey Miniaci e Anahi Mariotti.\nArtist* in mostra\nABOUT PONNY\, PERCY BERTOLINI\, BLACK DOVE\, BOL PIETRO MAIOZZI\, C_SKA\, CHEAP\, MARIANNA COPPO\, D1R7\, DEZ\, DOUBLEWHY\, EIKNARF\, EX-VOTO\, FAKEISEASY\, DANIELE FANTOZZI\, FRAD\, GOJO\, GRIGIO\, HATERISK\, HOGRE\, J. D. BLACKCAP\, KRAYON\, ISABELLA LACQUANITI\, LEDIESIS\, NEMEA\, RITA PETRUCCIOLI\, SARA PICHELLI\, RAME\, MARCO REA\, TO/LET\, TRACEY\, SIMONE TSO\, WARIOS.\nCogliamo l’occasione per ringraziare tutta la comunità di artist* che ci sostiene.\nLa mostra si articolerà in tre sezioni:\n– Esposizione collettiva all’interno della Casa\n– Opere permanenti realizzate all’esterno\n– Live painting ANNULLATO!\n\nPer visitare la mostra e partecipare agli eventi è necessario prenotarsi inviando una mail a segreterialys@gmail.com segnalando nell’oggetto data e nome dell’evento\nLa mostra si tiene all’interno\, tutti gli altri eventi invece sono nel giardino di Lucha quindi verranno annullati in caso di maltempo. Vi ricordiamo di mantenere le distanze\, di indossare la mascherina\, disinfettarvi spesso le mani (ci sarà abbondante gel a disposizione) e tenere conto che potrebbe far freddo!\n26/10 Vernissage dalle 19:00 alle 21.30\nINFO https://romeartweek.com/it/eventi/?id=3036\nANNULLATO 27/10 Spettacolo teatrale Lesbagliate ore 19:00\nQuali sono le parole e gli atteggiamenti che possono offendere le persone non eterosessuali e obbligarle a essere invisibili? Possiamo creare una cultura in cui il coming out non fa più paura? Con questo spettacolo di teatro forum vogliamo esplorare queste domande e allenarci ad affrontare\, in modo piacevole\, diverse situazioni di lesbofobia\, dalla più latente alla più manifesta.\nA cura di Parteciparte\, teatro dell’oppressa\nINFO https://romeartweek.com/it/eventi/?id=3033\nANNULLATO 28/10 Concerto live Livia Ferri ore 19:00\nIl giardino di Lucha y Siesta torna ad illuminarsi con le note di Livia Ferri. La musica di Livia Ferri è un viaggio nelle sonorità\, una timbrica che penetra sotto pelle e una chitarra – protagonista dei suoi live – che dà vita a melodie ricercate. Minimalismo\, potenza\, essenzialità.\nINFO https://romeartweek.com/it/eventi/?id=3032\n29/10 Esposizione dalle 19:00 alle 21.30\n30/10 Esposizione dalle 19:00 alle 21.30\n31/10 Finissage dalle 19:00 alle 21.30\n\n\nLe opere in mostra sono in vendita e una percentuale del ricavato andrà a sostegno della Casa delle donne Lucha y Siesta.
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SUMMARY:Non un passo indietro! Nessun compromesso sull'omolesbobitransintersexafobia
DESCRIPTION:#NONUNPASSOINDIETRO!\nNessun compromesso contro l’omolesbobitransfobia e la misoginia.\n𝐌𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟕 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞\, 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟕\, 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐒𝐚𝐧 𝐒𝐢𝐥𝐯𝐞𝐬𝐭𝐫𝐨\n——————————————————————–\nIl 20 ottobre ricomincia in Parlamento l’iter della legge contro l’omo-lesbo-bi-trans-intersex-afobia e la misoginia e vogliamo far sentire la voce della nostra comunità.\nTante realtà che quotidianamente vivono e lottano nel territorio romano hanno deciso di unirsi per continuare un percorso che ci ha vistə in piazza già nei mesi scorsi in diverse occasioni e per costruire una manifestazione aperta\, partecipata e attraversabile da tuttə\, per prendere parola e dire con forza che non devono esserci compromessi sulle nostre esistenze.\nIl 17 ottobre\, alle ore 17\, in piazza San Silvestro\, in contemporanea a tante altre piazze in giro per il Paese\, daremo vita ad una manifestazione colorata\, favolosa\, inclusiva e ovviamente rispettosa delle norme anticovid\, con tutte le persone e le realtà che vorranno aderire e partecipare per unirci in una lotta che è solo all’inizio. Saremo in piazza\, inoltre\, per contrastare le fake news diffuse su questa legge e la cultura dell’odio\, della violenza e della discriminazione nei confronti della nostra comunità.\nCrediamo che la legge in discussione vada approvata senza giochi politici al ribasso. Al suo interno si propongono aspetti penali e alcuni provvedimenti nell’ambito delle cosiddette “azioni positive”. Crediamo però che il piano penale e repressivo non sia sufficiente a risolvere problemi radicati profondamente nella cultura e nella società del nostro Paese\, dovendo intervenire con più efficacia sugli altri fronti spesso solo accennati all’interno del DDL. Vogliamo infatti politiche attive sul lavoro\, educazione alle differenze\, all’affettività e alla sessualità nelle scuole\, pieno riconoscimento della genitorialità per tuttə.\nReclamiamo l’accessibilità\, su tutto il territorio nazionale\, dei centri antiviolenza autonomi per donne e persone LGBTQIA+\, con finanziamenti adeguati alle esigenze della nostra comunità; vogliamo la fine della mutilazioni genitali alla nascita per le persone intersex\, la piena depatologizzazione e depsichiatrizzazione dei percorsi di transizione e una riforma della legge 164/1982\, l’accesso ai farmaci gratuito e garantito per tuttə\, qualunque sia il percorso\, una legge che vieti le cosiddette “terapie di riconversione”.\nVogliamo dar vita ad un percorso partecipato che coinvolga la città\, per questo il 16 ottobre costruiremo un’assemblea pubblica aperta a tuttə\, dove discutere della legge\, ma anche delle condizioni esistenziali della nostra comunità e delle prossime iniziative.\nCrediamo poi che si debba fare una discussione importante sul binarismo e sulle soggettività non-binarie\, che ancora una volta rischiano di essere invisibilizzate nel dibattito pubblico. Per questo\, il 17 ottobre mattina ci sarà un evento alla Casetta Rossa\, organizzato dall’associazione Libellula\, dal titolo “Non binary: saper vedere il genere”.\nInfine\, questo percorso è solo all’inizio e faremo costante vigilanza sulla legge e sul suo percorso parlamentare: il 20 ottobre\, quindi\, saremo in presidio in piazza Montecitorio per dire che la legge va approvata e che non accetteremo nessun compromesso nella lotta all’omo-lesbo-bi-trans-intersex-afobia e alla misoginia.\n__________________________\nOrganizzazioni aderenti:\nCircolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli\nAssociazione Famiglie Arcobaleno\nCGIL – Nuovi Diritti\nRete Genitori Rainbow\nAgedo – Roma\nGaynet\nAssociazione Libellula\nDi Gay Project\nUAAR – Roma\nUnione degli Studenti Roma\nLink Roma Tre\nMarielle – Collettivo Femminista e LGBTQIA+ Roma Tre\nGayroma.it\nTGenus\nLink Roma\nLink Sapienza\nPrisma – collettivo lgbtqia+ Sapienza\nAltro Ateneo Tor Vergata\nArci Roma\nMolto più che consultori\nPlus Roma\nCasa delle donne Lucha y Siesta\nDegender Communia\nANPI Roma\nRete degli Studenti Medi Roma\nFridays For Future Roma\nPer mandare la propria adesione:\ninfo@mariomieli.org
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SUMMARY:Presentazione del libro "Separate in Casa" per Feminism3
DESCRIPTION:Mercoledi 7 ottobre ore 19 vi aspettiamo alla Casa Internazionale delle Donne per la presentazione del libro “Separate in casa. Lavoratrici domestiche\, femministe e sindacaliste: una mancata alleanza” a cura di Beatrice Busi\,\ncon Beatrice Busi\, Valeria Ribeiro Corrossacz e Alessandra Gissi.\nCoordina Sara Picchi.\nL’evento sarà all’aperto e in streaming\nL’evento di sarebbe dovuto svolgere a Lucha y Siesta ma per motivi organizzativi si terrà alla Casa.\n**********\nMentre negli anni 60 e 70 il femminismo metteva in luce la funzionalità all’economia capitalistica del lavoro di riproduzione e di cura svolto atuitamente dalle donne\, “bucava” al contempo una necessaria alleanza con le lavoratrici domestiche salariate\, provenienti dalle zone rurali o migranti dalle ex colonie italiane in Africa.\nQuelle che si chiamavano “la donna”\, “la donna di servizio”\, se non “la serva”\, la “servetta”\, nonostante il processo di sindacalizzazione in atto fin dagli anni 50. Anche se questi appellativi svelavano al contempo l’equivoca indistinguibilita’ tra lavoratrici domestiche salariate e l’ambigua figura della casalinga\, al tempo stesso signora e serva\, padrona e bambinaia. ..Così Vincenza Perilli nel libro Separate in casa\, che nel suo saggio ripercorre questi stereotipi nel percorso del cinema italiano e delle pubblicità\, con illustrazioni davvero emblematiche. Ma così tutta questa raccolta di saggi\, curata da Beatrice Busi\, che da una\n“riflessione sulle mancate alleanze del passato” si riconnette alle condizioni delle donne native e migranti nel mercato del lavoro di cura\, affrontate da diverse autrici (Valeria Ribeiro Corossacz\, Alessandra Gissi\,ecc).\nOggi e’ in particolare il movimento transnazionale Non una di meno che ripropone queste tematiche\, non a caso “lo sciopero” indetto annualmente dai movimenti femministi di tutto il mondo esprime la centralita’ del lavoro di riproduzione\, un “vero lavoro” in base al quale “le donne scioperano”.
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SUMMARY:"Lucha y Siesta 2.0" - Laboratorio di Progettazione Partecipata
DESCRIPTION:“Lucha y Siesta 2.0”\nLaboratorio di progettazione partecipata.\nVerso un nuovo bene comune\, aperto e transfemminista\nPER PARTECIPARE È OBBLIGATORIO COMPILARE IL FORM\nhttps://forms.gle/iLeHbWnxLfM3dcXk7\nProgramma\nSabato 19 Settembre\nore 10.30-14.00: assemblea plenaria\nBeni comuni\, città solidali e partecipate\, diritto alla città\, case delle donne come beni comuni trasfemministi.\nLa due giorni prende avvio con un momento di autoformazione centrata sull’incontro fra la riflessione prodotta in questi anni dal movimento per i beni comuni su come articolare il diritto a una città partecipata\, aperta e solidale\, e la riflessione del movimento femminista e transfemminista sulla necessità dell’autonomia dei luoghi delle donne. Partecipano al dibattito esperienze provenienti da città e Paesi diversi\, per delineare il quadro delle proposte e degli avanzamenti prodotti in vari contesti territoriali.\nPartecipano:\n*Casa delle Donne Lucha y Siesta\, Roma\nIl percorso di Lucha y Siesta verso il riconoscimento come bene comune transfemminista\, tra costruzione dell’immaginario\, pratiche e battaglie.\n*Casa Internazionale delle Donne\, Roma\nLa battaglia nazionale per il riconoscimento dell’evidenza pubblica per i luoghi delle donne.\n*Ex Asilo Filangieri\, Napoli\nIl percorso delle delibere napoletane e le dichiarazioni di uso civico.\n*Macao\, Milano\nL’esperienza del Comune di Milano\, gli acquisti condivisi.\n*Fabio Giglioni\, Professore di diritto amministrativo all’Università La Sapienza di Roma\nLa legge dei Beni Comuni della Regione Lazio.\n*Osservatorio permanente dei Beni Comuni della città di Napoli\nMovimento dei Beni Comuni. Inquadramento teorico e giuridico.\n*Ri-make\, Milano\nL’esperienza di Ri-make e i progetti mutualistici\, il percorso del patto di collaborazione\, le dinamiche di autogestione.\n*Ana Mendez\, coordinadora de programa de Ahora\, Madrid\nBeni comuni\, neomunicipalismo e femminismo.\n*Adriana Goni Mazzitelli\, Professoressa di Urbanistica Partecipata all’Universidad de la República di Montevideo\, Uruguay\, Coordinatrice di REACTOR usi civici in vuoti urbani\nReinventare la città attraverso il co disegno dei commons.\n*Silvana Pisano\, Assessora all’urbanistica di Montevideo\nLa Legge nazionale d’immobili vuoti\, la Strategia di Accesso al Suolo Urbano e l’esperienza del Programma di recupero di Fincas Abandonadas (Uruguay)\n*Federica Giardini\, Docente di Filosofia politica all’Università Roma Tre\, Presidente del Comitato Lucha alla Città\nL’inchiesta di automappatura della Casa delle Donne Lucha y Siesta.\nOre 14.00-15.00: pranzo\nOre 15.00-18.00: gruppi di lavoro paralleli\nSi entra nella fase più operativa\, i partecipanti si dividono in gruppi di lavoro tematici che proseguiranno anche durante la giornata di domenica.\nGruppo di lavoro 1\nLa Governance dei Beni Comuni\nIl ragionamento collettivo del primo tavolo parte da un approfondimento sugli aspetti amministrativi e giuridici della definizione dei beni comuni e dalla consapevolezza che questi costituiscono l’unica forte alternativa alla dialettica bando sì/bando no\, pubblico/privato\, rimettendo al centro la comunità che si organizza e che collettivamente si dà delle regole di condivisione e gestione diretta del bene che ha. Lo spazio fisico appartiene a tutt* e in questo senso si producono e si elaborano collettivamente degli strumenti di gestione aperti alla partecipazione di tutt*.\nIl gruppo discuterà di cosa è una dichiarazione di evidenza pubblica o una dichiarazione di uso civico\, di come quest’ultima si redige e a quali scopi\, del modo in cui l’evidenza pubblica del processo si articola o può articolarsi con modalità collaborative e non competitive\, e infine di come ciò si possa applicare\, nel solco e nei limiti della Legge Regionale dei Beni Comuni\, all’esperienza di Lucha y Siesta come progetto pilota per l’intera città e regione.\nSecondo fondamentale ambito di discussione è la risignificazione del pubblico da un punto di vista femminista e transfemminista.\nGruppo di lavoro 2\nVerso il regolamento di autogoverno di Lucha 2.0: pratiche di una comunità femminista e transfemminista.\nIl secondo tavolo discute e approfondisce\, alla luce dell’esperienza maturata e rilevata dal processo di auto-mappatura promosso da Federica Giardini e Chiara Belingardi\, i principi\, le pratiche e le attività dell’ambizioso progetto Lucha 2.0. Dall’accoglienza alla cultura\, dal centro antiviolenza alla biblioteca\, quali spazi\, quali suggestioni\, quali sogni per una Casa delle Donne che finalmente pensa con serenità al suo futuro nella città? Sono invitat* a partecipare al tavolo tutt* le/i singole/i e le realtà associative che hanno partecipato alla vita della casa nei 12 anni di attività\, che fanno parte del Comitato Lucha alla Città\, che hanno svolto attività analoghe\, che vogliono portare il loro contributo.\nIl gruppo cercherà di rispondere alle seguenti domande: quali sono i bisogni della città e della comunità territoriale rispetto alle politiche di genere? cosa vorremmo includere nel progetto Lucha 2.0? come si sostiene economicamente il progetto?\nObiettivo del tavolo è produrre una bozza delle attività e del meccanismo di funzionamento\, per avviare il processo partecipativo che porterà alla stesura del regolamento di autogoverno.\nDomenica 20 Settembre\nore 10.30-12.00: gruppi di lavoro paralleli 1 e 2\nIn questa seconda sessione i due gruppi di lavoro si riuniscono nuovamente per continuare la discussione ed elaborare la relazione finale da sottoporre alla plenaria.\nore 12.00-14.00: Gruppo di lavoro 3\nLa parola pubblica\, chiara e trasparente\nIl ragionamento condiviso del terzo tavolo muove dall’esperienza dei due tavoli precedenti ed è orientato alla definizione di posture\, pratiche e strategie comunicative che permettano di veicolare in maniera efficace la complessità del progetto.\nIl gruppo riflette innanzitutto sulla comunicazione interna: di quali metodi di discussione interna ci si vuole dotare per rendere il processo di partecipazione e fruizione dello spazio aperto e inclusivo? quali linguaggi\, quali media\, quali strumenti si vogliono utilizzare per mantenere lo spazio fluido\, aperto alla contaminazione\, allo scambio\, alla crescita\, alla relazione?\nSi riflette poi sulla comunicazione verso l’esterno: come rendere chiaro il processo all’esterno? come narrarlo e promuoverlo? come favorire lo scambio di idee e pratiche con esperienze vicine e lontane?\nore 14.00-15.00: pranzo\nore 15.00-18.00: assemblea plenaria\nLa due giorni si conclude con un fondamentale momento di discussione che parte dalla condivisione del lavoro svolto nei gruppi tematici e si proietta verso le successive tappe del percorso di progettazione partecipata. Quanto elaborato durante i tavoli sarà infatti la base da cui partire per compiere insieme un lavoro di sintesi\, confronto e ricerca di equilibrio che tenga conto degli aspetti giuridici e organizzativi senza rinunciare all’immaginario e ai desideri; il confronto che animerà la plenaria sarà quindi essenziale per delineare i prossimi passi del percorso per arrivare alla Lucha y Siesta che vogliamo.
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SUMMARY:Lucha Social Wine
DESCRIPTION:LUCHA SOCIAL WINE\nVino in giardino\na cura di\nResistenze Naturali e Passioni da Bere\nGiovedì 23 Luglio\, ore 19.00\nAlba e Loris\nVi invitano a scoprire 4 diversi vini per 4 diversi metodi di vinificazione.\nSe avete sempre voluto fare un corso di avvicinamento al vino questa è l’occasione per capirci qualcosa in una sola serata.\nUna degustazione con “lezione breve”\, vino per vino.\nGiovedì 23 Luglio\nore 19.00 accoglienza e registrazione\ndalle 19.30 alle 21.30 lezione e degustazione\nospiti nel meraviglioso giardino di Lucha y Siesta\, la Casa delle Donne\nIscrizione obbligatoria e a numero chiuso\, costo € 20\,00\ncon mail a a resistenzenaturali@gmail.com\nUna parte del ricavato va a sostegno delle attività di Lucha y Siesta\nNato in vigna e prodotto in cantina\, il vino racconta sempre una propria storia.\nQuesto è un invito rivolto sia ad appassionat* della materia che a neofit*.\nSi tratta di una degustazione inclusiva\, un breve viaggio tra calici\ndiversi per tipologia di vino.\nUn excursus sulle tecniche di vinificazione\, pratiche di cantina e\naffinamento sempre con riferimenti alle caratteristiche del\nvitigno e del territorio che lo rappresenta.\nQuesta comparazione ha proprio lo scopo di evidenziarne le\ncaratteristiche specifiche e le qualità mettendone in risalto le\ndifferenze.\nGli argomenti non hanno la pretesa di esaustività di una lezione\ndidattica ma sono presi a pretesto per suscitare curiosità\, stimolare\nl’approfondimento e migliorare le proprie capacità sensoriali.\n4 calici completamente diversi per tipologia:\n– Ribolie\, cantina Ribelà\, riferimentato in bottiglia\n– Ribelà Bianco\, 2019\n– Bianco dei Colli Aprutini\, 2017\, lunga macerazione\, Cantina Rasicci\n– Montepulciano d’Abruzzo\, 2016\, Cantina Rasicci\nLa lezione/degustazione dei vini sarà accompagnata da:\nPane multicereali aromatizzato con le erbe dell’orto di Lucha\nPane alle erbe spontanee\nPane con segale\nda accompagnare con\nBabaganoush\nZucchine marinate\nPomodori confit\nIl pane\, con lievito madre e impastato a mano\, è prodotto a Lucha\nLa lezione finirà alle 21.30 circa\, a seguire due chiacchiere in compagnia nel fresco del giardino\nCi sarà anche un banchetto con una selezione dei libri a tema enoculturale di Armillaria
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SUMMARY:Il Cineforum di "Lucha y Siesta"
DESCRIPTION:Senza il Cineforum di Lucha y Siesta… Non è Estate!\nQuindi vi presentiamo una Special Edition: tre date\, tre titoli e molte sorprese.\nPerché siamo indomabili.\nPerché il cambiamento parte dagli spazi femministi.\n❋❋❋ DAL 07 LUGLIO AL 21 LUGLIO ❋❋❋\n❋❋❋ Tutti i martedì ❋❋❋\n❋❋❋ Ingresso libero e consapevole @ via Lucio Sestio 10 ❋❋❋\n❋ ORE 19.30 APERITIVO/DIBATTITO\n❋ ORE 21.00 PROIEZIONE CORTO ALL’APERTO\n❋ ORE 21.30 PROIEZIONE FILM\n\n☞ 07 LUGLIO 2020 – TRE VOLTI di Jafar Panahi\n19.30 presentazione dell’ultimo numero di DWF donnawomanfemme – “Stelle senza cielo. Note per il cinema”\ncon Roberta Paletti e Patrizia Cacioli\n21.00 Proiezione film – durata 102 min.\n☞ 14 LUGLIO 2020 – RITRATTO DELLA GIOVANE IN FIAMME di Céline Sciamma\n19.30 apertura giardino e\nintroduzione alla visione – “Uno sguardo a fuoco sulla giovane in Fiamme” a cura di Viola Lo Moro\n21.00 proiezione del film – durata 120 min\n☞ 21 luglio 2020 – LE INVISIBILI di Louis-Julien Petit\n19.30 apertura giardino\n21.00 proiezione del corto STEAL THIS POSTER\, artivism and the struggle of Lucha y Siesta di Hogre & Doublewhy\n21.30 Proiezione film – durata 102 min\n***\nNel rispetto della norme di sicurezza l’evento si svolgerà all’aperto\, nel giardino di Lucha y Siesta.\nInvitiamo a partecipare rispettando le distanze di sicurezza per far sentire tutt* a proprio agio.\nVi chiediamo di prenotare scrivendo nei commenti dell’evento.\nIl limite massimo è di 35 partecipanti.\n*Prenotazione all’evento nei commenti*
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SUMMARY:Assemblea Non una di Meno Roma - Giovedì 9 luglio
DESCRIPTION:Il 26 Giugno scorso abbiamo portato in Piazza Esquilino i panni sporchi della pandemia e del patriarcato\, per dire con fermezza che non li laviamo noi a casa!. Abbiamo ripreso lo spazio pubblico con foce ferma e più energiche di prima. Abbiamo urlato la nostra rabbia e abbiamo ballato con i nostri corpi finalmente visibili e non più virtuali. Nei giorni precedenti e successivi al 26 abbiamo attraversato tanti momenti di mobilitazioni sui temi cruciali del nostro piano\, la scuola\, sanità e salute\, autodeterminazione dei corpi e aborto\, ci siamo ritrovat* favolos* e abbiamo queerizzato le strade dei nostri quartieri generando ri-PRIDEamoci\, questa domenica abbiamo ascoltato le voci e i corpi di piazza san Giovanni.\nQuesto Giovedì 9 Luglio ci ritroviamo in assemblea romana per continuare la nostra auto-determinazione\, presenza e lotta contro una crisi che non vogliamo pagare e una normalità alla quale non vogliamo tornare!
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SUMMARY:Signorina di Chiara Sfregola con Giulia Blasi (posti limitati)
DESCRIPTION:Giovedì 02 luglio alle 19.30 ritorniamo a vivere il meraviglioso giardino di Lucha y Siesta e per questo gran giorno abbiamo pensato che presentare #Signorina fosse l’ideale.\nNe parleranno:\nChiara Sfregola – autrice\nGiulia Blasi – Giornalista e scrittrice\nAnahi Angela Mariotti – Casa delle Donne Lucha y Siesta\n“Adesso si dà della signorina a tutte\, almeno finché si può\, sempre per educazione\, talvolta per complimentarsi. Signora è da vecchia. E dire a una donna che è vecchia oggi è un insulto\, né più né meno di quanto lo fosse zitella qualche anno fa.\nAl giorno d’oggi possiamo anche essere single (certo\, fino a un’età molto più avanzata rispetto al passato) ma non vecchie”.\n***\nNel rispetto della norme di sicurezza l’evento si svolgerà all’aperto\, nel giardino di Lucha y Siesta.\nInvitiamo a partecipare rispettando le distanze di sicurezza per far sentire tutt* a proprio agio.\nVi chiediamo di prenotare scrivendo nei commenti dell’evento.\nIl limite massimo è di 30 partecipanti.\nCi sarà anche la diretta fb della presentazione.\n*Prenotazione all’evento nei commenti*
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SUMMARY:Assemblea nazionale Emergenza\, Democrazia\, Diseguaglianze
DESCRIPTION:MERCOLEDì 24 GIUGNO ore 18 CaseMatte L’Aquila ex o.p. Collemaggio e in streaming su Facebook\n ASSEMBLEA NAZIONALE \nEMERGENZA\, DEMOCRAZIA\, DISEGUAGLIANZE\nI nostri diritti\, dal terremoto aquilano alla pandemia globale\nCosa hanno in comune la gestione di un’emergenza post-sisma e quella di un’emergenza dovuta a una pandemia? E che cosa invece ne fa due situazioni radicalmente diverse?\nL’emergenza planetaria che stiamo affrontando ci pone di fronte a molte sfide\, vecchie e nuove. Negli ultimi mesi\, in particolare\, abbiamo assistito nel nostro Paese a una reazione scomposta da tanti punti di vista: mediatico\, istituzionale e in parte anche popolare. Come per i terremoti\, anche in questo caso non eravamo affatto preparati\, nonostante avessimo ormai da tempo l’obbligo di adottare e aggiornare puntuali piani pandemici.\nNella gestione di questo periodo abbiamo subito\, come spesso accade nelle situazioni emergenziali\, un accentramento senza precedenti del potere territoriale\, un vasto uso di decreti presentati come l’espressione di un solo uomo al comando\, una sospensione di fatto dei luoghi democratici\, persino istituzionali e\, last but not least\, un crescente atteggiamento autoritario e prevaricatore da parte delle forze dell’ordine. Cittadine e cittadini sono stati considerati soltanto come destinatari di direttive volte a limitare le libertà e di una strategia di controllo coadiuvata dalla delazione tra pari.\nPer la prima volta nella Storia\, abbiamo vissuto inoltre una situazione in cui tutto\, anche le più piccole scelte individuali\, era deciso dai dati. Ma sono stati i dati condivisi adeguatamente? La popolazione e i media erano pronti a utilizzarli consapevolmente e a comportarsi di conseguenza? Non sono forse le informazioni state fornite in maniera scorretta e strumentale?\nStiamo vivendo anche un’emergenza in cui in moltissime e moltissimi sono divenuti letteralmente invisibili e in cui lo Stato nulla ha fatto per loro\, decidendo scientemente di ignorarli.\nDalle misure di sostegno economico ai poveri\, in molti casi decise con criteri discriminatori o addirittura non ancora a disposizione delle famiglie bisognose; al carico di cura in famiglia\, sempre sulle spalle delle donne\, e alle mancate misure di protezione per le donne esposte al rischio di violenza domestica; dalla chiusura di spazi di formazione e crescita per bambini e bambine\, alla sospensione delle libertà personali e degli spazi di integrazione e socialità per le persone con problemi di salute mentale; al sistema di accoglienza chiuso e lasciato a se stesso\, senza nessun supporto. Le categorie di persone che in un modo o nell’altro sono finite nel dimenticatoio sono quelle che sempre pagano purtroppo il prezzo più caro delle crisi: i bambini e le bambine\, le donne\, le fasce deboli delle comunità\, siano essi migranti\, indigenti o persone con problemi di salute mentale.\nLa distanza ha spesso interrotto anche la ri-costruzione delle nostre comunità\, da praticare innanzitutto dal basso. Oggi più che mai sentiamo allora il bisogno di ritessere le fila\, di ritrovarci per affrontare con forza e condivisione d’intenti le crisi violente attualmente in corso e quelle che accadranno nel futuro prossimo: psicologiche\, sociali\, economiche e forse ancora sanitarie.\nLo vogliamo organizzare da Casematte\, partendo dall’esperienza collettiva di una realtà di aggregazione sociale nata nel 2009 per rispondere all’emergenza democratica causata dalla gestione post-catastrofe centralizzata e militarizzata della Protezione Civile e dell’allora Governo Berlusconi e cresciuta negli anni come luogo di contrasto delle diseguaglianze cittadine.\nLo vogliamo fare con tante organizzazioni e persone che hanno vissuto sulla propria pelle le dinamiche autoritarie e ingiuste delle emergenze passate – da L’Aquila a Napoli\, all’Appennino Centrale – e delle emergenze attuali: dalle reti di solidarietà nate nei mesi del lockdown al racconto anche più drammatico dell’emergenza sanitaria nel nord Italia.\nLo vogliamo pensare come un momento di riflessione per ricominciare a costruire un percorso di consapevolezza condiviso\, con la speranza che contribuisca a rafforzare reti e proposte nazionali. Per continuare ad alimentare un dibattito reale che sia davvero aperto alle istanze di una società sempre più in difficoltà di fronte alle dinamiche politiche statali e allo strapotere degli interessi economici\, che le prime sovrastano. Per\, insomma\, rivendicare e esigere ancora una volta i nostri diritti.\nModalità:\nL’Aquila lancia un’assemblea nazionale “a” e “da” CaseMatte\, con la partecipazione tanto in presenza (all’aperto) che a distanza.\nPensiamo infatti sia assolutamente necessario riprenderci lo spazio di parola e l’iniziativa del fare insieme comunità in maniera consapevole\, senza cioè ignorare il rischio legato alla possibilità di contagio\, ma senza allo stesso tempo farci paralizzare dalla minaccia che esso rappresenta.\nDobbiamo fare i conti infatti con una contraddizione: abbiamo il bisogno della vicinanza dei nostri corpi – senza di essa la costruzione attiva del ragionamento collettivo è impossibile – e allo stesso tempo dobbiamo adottare le giuste misure di autoprotezione verso noi stessi e la comunità. Non bisogna scindere libertà e responsabilità\, in questo caso meno che mai.\nPer questo abbiamo pensato di accogliere nell’area all’aperto di CaseMatte il maggior numero di persone possibile relativamente alla vastità dello spazio\, in totale sicurezza\, senza rinunciare alla tecnologia digitale come opportunità per allargare la capacità d’analisi con un uno scambio di conoscenze che travalichi le distanze geografiche e permetta una condivisione utile a ripensare in autonomia la situazione attuale.\nPer rendere possibile il distanziamento necessario sul posto\, allestiremo un impianto che diffonda il segnale audio e video in tutta l’area dell’incontro\, mentre la partecipazione di altri ospiti che interverranno da varie parti d’Italia avrà luogo a distanza\, tramite l’utilizzo di piattaforme digitali appropriate\, che consentiranno così l’interazione con i presenti dotati di dispositivi di protezione individuali e la diffusione in diretta nel web tramite lo streaming.\n Partecipanti:\n Casematte: dall’Aquila al Covid\, l’emergenza come sospensione degli spazi democratici\n Francesca Nava\, giornalista: gestione dell’emergenza a Bergamo\n Lab. Occ. Insurgencia\, Napoli: dai rifiuti ai terremoti all’emergenza sanitaria\, gli effetti dello shock economy e del controllo sociale\n TerreinMoto\, Marche: le emergenze dimenticate. Il terremoto del centro italia e i tentativi di speculazione nelle aree interne\n Antonello Ciccozzi: comunicazione del rischio\, cos’è cambiato dall’Aquila al Covid\n Alberto Puliafito\, Slow News: comunicare l’emergenza. Meno\, meglio\n Andrea Borruso\, Ondata: Dati\, informazione\, emergenza e istituzioni: alcune note sui primi mesi della COVID-19\n Alberto Campailla\, Nonna Roma: mutualismo a Roma e la situazione degli esclusi dalle situazioni emergenziali\n Rete Solidale: mutualismo a L’Aquila e la situazione degli esclusi dalle misure emergenziali\n Giovanna Cavallo\, Pensando Migrante: le persone di origine straniera e l’esclusione dalle misure emergenziali\n Michela Cicculli\, LuchaYSiesta: la situazione delle donne e le risposte del movimento femminista\n Silvia Frezza\, maestra: crescere nelle emergenze. Le bambine e i bambini ignorate nella gestione della ricostruzione post terremoto e da quella sanitaria\n FuoriGenere: Per una lettura intersezionale delle emergenze\n Simona Giannangeli: CAV L’Aquila
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SUMMARY:Assemblea Nudm Roma a Lucha y Siesta-venerdì 19.06
DESCRIPTION:Venerdì 19 giugno\, ore 18.30\nAssemblea pubblica a Lucha y Siesta\nDurante la quarantena la solidarietà femminista non si è fermata: dalle campagne online contro la violenza sulle donne e il revenge porn\, alle azioni mutualistiche diffuse sui territori online e offline. Ora in questa fase tre di riapertura\, le proposte che vengono dai piani alti del governo non sono cambiate rispetto a quelle che conoscevamo: centralità alle imprese\, competitività e individualismo.\nTantissime donne non sono tornate a lavorare perché\, con le scuole di ogni grado chiuse\, il lavoro riproduttivo torna a ricadere soprattutto sulle loro spalle.\nDietro le finestre chiuse di questi mesi è aumentata la violenza domestica e la violenza online contro le donne e le persone LGBTQIA+. E la violenza economica di bassi salari e pochi diritti incombe sulle condizioni lavorative di tant*.\nNon Una di Meno Roma si è continuata a vedere online in questi mesi\, ma questo venerdì vuole tornare a fare assemblea nel giardino di Lucha Y Siesta\, rispettando le distanze spaziali\, ma diminuendo quelle sociali. Tornare a parlarsi e incontrarsi perché questa crisi sanitaria\, e ora economica\, ci ha dimostrato\, ancora una volta\, la centralità del nostro “fare politica femminista”.\nVerso la giornata di mobilitazione del 26 giugno di Non Una DI Meno contro la violenza domestica\n**\n*Foto di Sara Cervelli
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SUMMARY:Giornata mondiale contro l’omolesbobitransfobia
DESCRIPTION:Domenica 17 maggio\, ore 18\nTeatro Biblioteca Quarticciolo e Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli\npresentano il talk\nGiornata mondiale contro l’omolesbobitransfobia\nintervengono: Elly Schlein (vicepresidente e assessore al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica dell’Emilia Romagna)\, Marilena Grassadonia (attivista Lgbt+)\, Chiara Franceschini (attivista Lucha y Siesta) e Daniele Gattano (attore). Al dibattito partecipa anche Sebastiano Francesco Secci\, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che afferma: ”Il Covid-19 non può fermare la nostra lotta contro l’omolesbobitransfobia perché gli odiatori non si sono fermati. In questi mesi di lockdown\, purtroppo\, troppe persone della nostra comunità sono state costrette a vivere gomito a gomito con chi le discrimina per il proprio orientamento sessuale o identità di genere\, senza il sollievo del mondo esterno. Negli ultimi giorni\, inoltre\, la fase 2 ha fatto registrare nuovi casi di aggressioni omofobe nelle nostre strade. Anche e soprattutto quest’anno abbiamo bisogno di continuare la nostra lotta contro l’omolesbobitransfobia\, perché non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno”.\nCon #IncursioniArtisticheDiMutualità il programma di iniziative social del Teatro Biblioteca Quarticciolo si inserisce nel palinsesto digitale TIC ON LINE dei Teatri in Comune – l’articolata rete di spazi per lo spettacolo parte del Sistema di Teatro Pubblico Plurale\, coordinato dal Teatro Argentina – Teatro di Roma e promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale.\n#TBQ #TBQweb #TBQvoices #TiCOnline #IncursioniArtisticheDiMutualità #teatriincomune\n\nSeguiteci su: Facebook\, Instagram\, TBQvoices.com
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SUMMARY:Calpurnio Fiamma ripristina la collettività
DESCRIPTION:A #CALPURNIOFIAMMA si è azionata la forza motrice #RIPRISTINIAMOLACOLLETTIVITA’\nOrganizziamo una Raccolta di BENI di PRIMA NECESSITA’\, per coloro che navigano in acque agitate.\nQuando abbiamo occasione di spesa\, allunghiamo una mano acquistando un pacco di pasta in più\, o di carta igienica\, o di legumi\, ecc…\nTutto ciò che occorre per le PRINCIPALI FUNZIONI DI VITA QUOTIDIANA.\nPreme mantenere costante il focus di questa iniziativa sull’aspetto ETICO prima ancora che su quello materiale.\nSgretolare l’INDIVIDUALISMO che negli ultimi tempi si è radicato portando all’isolamento.\nTUTTI INSIEME possiamo dimostrare che siamo ESSERI UMANI RESPONSABILI – idealmente e concretamente – della COLLETTIVITA’.\nIn collaborazione con:\n– Casa delle Donne Lucha y Siesta\n– Cinecittà Bene Comune\n– Csoa Spartaco\n– Associazione Via Libera\n– Scup- Sport e Cultura Popolare\nInfo: ilcivico33@gmail.com
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SUMMARY:Il Primo maggio ci facciamo sentire!
DESCRIPTION:IL PRIMO MAGGIO CI FACCIAMO SENTIRE!\n Dalle ore 11 e per tutto il giorno in rete: contributi audio e video individuali o collettivi da postare su questo evento facebook di Non una di meno Roma con l’hashtag #primomaggiofemminista \, oppure manda selfie con cartelli o meme con la scritta\n“la nostra sicurezza è il reddito di autodeterminazione! #primomaggiofemminista”.\nInondiamo i social con i nostri contenuti per tutto il giorno utilizzando l’ht #primomaggiofemminista e #iolottoperchè. Sui tuoi canali social fb e instagram tagga Non una di meno Roma\, su twitter tagga Non una di meno.\n Dalle ore 11 e per tutto il giorno dal balcone\, dalla finestra\, dal terrazzo\, da ovunque ti trovi: appendi il tuo pañuelo; crea ed esponi striscioni\, cartelli\, lenzuola\, con la scritta #primomaggiofemminista\nFLASHMOB alle ore 18: dal balcone\, dalla finestra\, dal terrazzo\, da ovunque ti trovi\, partecipa al RUIDAZO\, un’azione globale\, SUONI E RUMORI DI RIVOLTA. Sbattiamo pentole\, cantiamo\, mandiamo musica e messaggi.\nDonne e libere soggettività in tutto il mondo si uniscono ancora una volta per convocare un Primo Maggio Femminista Globale.\nVogliamo denunciare come l’emergenza generata dal COVID-19 sta intensificando la precarietà e lo sfruttamento del lavoro produttivo e di quello riproduttivo e vogliamo farlo ancora una volta insieme\, ORGANIZZANDOCI e LOTTANDO.\nSiamo ancora noi a farci carico della crisi. Il lavoro domestico non retribuito aumenta mentre le scuole chiudono\, la disoccupazione si moltiplica\, i casi di violenza domestica sono sempre di più e il sistema sanitario\, deteriorato da anni di tagli\, non riesce a fronteggiare l’emergenza.\nInfermiere\, addette alle pulizie e alla sanificazione\, cassiere dei supermercati\, operaie\, rider e lavoratrici della logistica\, hanno continuato a lavorare per pochi soldi e a rischio della salute. Colf\, cameriere\, babysitter\, guide turistiche\, operatrici dello spettacolo e della cultura\, sex workers\, lavoratrici al nero e grigie un reddito non ce l’hanno più.\nSi torna a lavorare\, per chi un lavoro ancora ce l’ha. Ma a quali condizioni di sicurezza? Si continua a mettere al centro le esigenze del profitto senza occuparsi della salute\, della vita sulla terra\, della dignità del lavoro\, del fatto che si chiudono le scuole ma non le fabbriche di armi.\nRifiutiamo il debito come fuoriuscita dalla crisi\, perché sappiamo che a ripagarlo sarà il maggiore sfruttamento del lavoro\, l’impoverimento\, i tagli al welfare. La cassa integrazione e le misure di sostegno indette dal governo sono inadeguate e insufficienti per far fronte ad un impoverimento che pesa doppiamente sulle donne e sulle persone LGBTQIA*.\nVogliamo un reddito individuale e senza condizioni\, per essere libere dalla povertà e dalla violenza. Vogliamo accesso gratuito alla sanità\, ai servizi e ai dispositivi di sicurezza. Vogliamo congedi parentali equiparati e retribuiti\, la garanzia del diritto all’aborto\, e una programmazione della riapertura delle scuole. Vogliamo superare la divisione sessuale e razzista del lavoro.\nNON TORNEREMO ALLA NORMALITÀ PERCHÉ LA NORMALITÀ ERA IL PROBLEMA!\nNella giornata internazionale delle lavoratrici e dei lavorator* affermiamo ancora una volta che la società può essere organizzata su nuove basi\, che è possibile una vita senza violenza patriarcale e razzista e libera dallo sfruttamento.\n**\nEvento fb transnazionale: https://www.facebook.com/events/2560684267514544/\nEvento fb nazionale: https://www.facebook.com/events/235142261067954/\nL’appello del 1 maggio sul blog di Non una di meno: https://nonunadimeno.wordpress.com/…/1-maggio…/\nVideo di lancio su Vimeo: https://vimeo.com/412389445\ne sulla pagina di Non una di meno: https://www.facebook.com/1863649617188588/posts/2816017431951797/\n#feministastransfronterizas\n#primomaggiofemminista
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